2.6.2 Umidità e nebulizzazione

e, eo e; o aa, e a ni a di e e e na di e A o ol o n n a ino a e a o a ae si a a e oe. n Propagazione agamica E 73 tali condizioni viene attivato precocemente il metabolismo dei tessuti, grazie al quale è favorita la formazione delle radici quando la parte aerea è ancora in stato di dormienza fisiologica oppure è mantenuta quiescente dalle basse temperature. Per la realizzazione dell impianto i bancali di radicazione vengono dotati, sul fondo, di resistenze elettriche o di tubi attraversati da acqua calda e di un termostato per il controllo della temperatura. Se invece le talee sono costituite da tessuti erbacei più o meno differenziati e/o sono provviste di foglie, va utilizzata la nebulizzazione. Questa tecnica permette di evitare lo stress idrico a cui i tessuti sarebbero facilmente sottoposti, e di mantenere una soddisfacente attività fotosintetica nella talea particolarmente importante, dal punto di vista energetico, per l induzione rizogena e l accrescimento delle radici. L acqua è somministrata mediante ugelli a intervalli regolari ed elevata pressione, in modo da produrre gocce di piccolissime dimensioni che, depositandosi sulle foglie, formino un sottile velo senza provocare gocciolamenti. Queste condizioni determinano una riduzione della traspirazione e, grazie al processo di evaporazione, consentono di ridurre, seppure entro limiti molto contenuti, la temperatura dei tessuti che nel periodo estivo può raggiungere valori troppo elevati per i processi di accrescimento. Un basso contenuto in sali dell acqua è importante per evitare incrostazioni sulle foglie che sarebbero compromesse nella loro funzionalità. L erogazione dell acqua può essere controllata mediante sistemi diversi: timer, per regolare gli intervalli e la durata dell erogazione; foglia e bilancia elettronica, basate su un circuito elettrico che si apre o si chiude in relazione all evaporazione dell acqua su un dischetto di metallo, carta, o plastica, collegato a due elettrodi; cellula fotoelettrica, che permette di regolare l erogazione dell acqua in funzione della quantità di radiazione incidente sulle talee. Anche nel caso dei più dinamici sistemi della foglia elettronica e della cellula fotoelettrica, il controllo dell erogazione dell acqua non è comunque molto agevole a causa delle possibili differenze tra il tasso di evaporazione sui tessuti della foglia e sul materiale inerte utilizzato nel dispositivo di controllo. E 2.6.2 Umidità e nebulizzazione. Un fattore che influisce fortemente sulla traspirazione delle foglie è l umidità relativa dell ambiente di radicazione. Essa, dunque, va mantenuta quanto più elevata e uniforme possibile, almeno fino al momento in cui le radici non abbiano acquisito la capacità di assorbire acqua dal substrato. A questo scopo può essere efficace predisporre dei tunnel di polietilene sui bancali di radicazione, all interno dei quali, essendo il volume ridotto, è possibile controllare più facilmente le variazioni di umidità. Inoltre, attrezzature quali fog system, reti ombreggianti e cooling system, possono contribuire notevolmente a mantenere elevata l umidità e a ridurre l intensità della luce e la temperatura all interno della serra. Una modifica alla nebulizzazione, che consente di mantenere elevati livelli di umidità con relativa facilità, consiste nel collocare uno schermo di polietilene pochi cm al di sopra delle talee, in modo da costituire una camera di dimensioni molto ridotte; l umidità relativa è mantenuta elevata grazie all evaporazione del substrato di radicazione che viene periodicamente bagnato sollevando il polietilene. Il tempo necessario per la radicazione varia in funzione dell attitudine rizogena della specie considerata e dell epoca di prelievo delle talee. In generale occorrono circa 50-60 giorni e per alcune specie periodi anche più lunghi. Un opportuno monitoraggio dello stato sanitario delle talee permette di stabilire la necessità di eventuali trattamenti antiparassitari; è utile, infine, eliminare le foglie abscisse per evitare lo sviluppo di marcescenze. E02_1_Vivaistica_frutt.indd 73 25/05/18 17:25

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis