2.7 Micropropagazione

ee oo. ci i. ei. ln o a o e a e adi hi e, o. o, d e alo, ti n cdi di ù li eo r di sa e a oa ò Propagazione agamica E 75 2.7 Micropropagazione. la tecnica di propagazione vegetativa più efficiente oggi disponibile e ha trovato larga applicazione in frutticoltura, in particolare per la produzione di portinnesti. Si è diffusa in Italia intorno al 1980 e ha rivoluzionato l intero settore della propagazione vegetativa. un applicazione della coltura in vitro e si svolge in condizioni di totale sterilità, su substrati artificiali minuziosamente messi a punto e in camere di crescita termo-foto-condizionate. Si basa sulla capacità di piccoli espianti (es. una singola gemma o un apice di germoglio) di accrescersi e produrre numerose gemme ascellari, capaci di schiudersi fino a formare una moltitudine di piccoli germogli (1,5-2 cm di lunghezza). Questi sono poi indotti a radicare e, dopo opportuna acclimatazione, trasferiti alle condizioni ambientali esterne. I principali vantaggi della micropropagazione sono rappresentati dalla possibilità di propagare specie e cultivar recalcitranti con le tecniche tradizionali, di ottenere grandi quantitativi di piante in tempi brevi, con poco materiale di partenza (poche gemme possono essere sufficienti per produrre decine di migliaia di piante), spazio limitato e requisiti sanitari di elevato livello. Richiede, d altra parte, personale qualificato nella gestione della produzione e strutture ad hoc che incidono sui costi di produzione. La camera di crescita dove sono incubate le colture viene mantenuta a temperatura costante (23-25 °C), intensità luminosa di circa 40-50 mol m22 s21 e fotoperiodo di 16 ore. I vasi di coltura hanno un volume di circa 500 ml e sono chiusi con tappo di vetro bloccato con film di polietilene. Il substrato di coltura contiene macro- e microelementi, vitamine, fitoregolatori (citochinine, gibberelline e auxine) e un agente gelificante (agar) per conferire al substrato la compattezza necessaria a mantenere verticali le colture. Inoltre, al fine di sopperire alla scarsa attività fotosintetica derivante da una insufficiente disponibilità di CO2 e intensità di luce, al substrato è aggiunto saccarosio quale sorgente energetica. Diverse fasi contraddistinguono questa tecnica di propagazione (Fig. 2.7). Dopo la sterilizzazione (effettuata spesso con ipoclorito di sodio o cloruro di mercurio) del materiale vegetale di partenza (es. apici di germoglio in attivo accrescimento), si passa a un periodo di assuefazione alle condizioni ambientali del vaso di coltura (elevata umidità relativa, luce e temperatura costanti, substrato artificiale di crescita, ecc.), dove i processi di accrescimento sono fortemente modificati. Le gemme presenti sull apice di partenza iniziano quindi a schiudere per formare nuovi germogli, di piccole dimensioni, provvisti di foglie e gemme ascellari. Queste ultime, a loro volta, schiuderanno per formare altri germogli e così via. Questa fase è nota come moltiplicazione dei germogli e avviene grazie all effetto delle citochinine che, utilizzate a concentrazioni comprese fra 0,1 e 3 mg/L, determinano una rapida schiusura delle gemme neoformate; teoricamente è una fase di durata illimitata, ma nella pratica non viene protratta oltre un anno per evitare la comparsa di variazioni genetiche che potrebbero manifestarsi a seguito di un eccessivo prolungamento della colFig. 2.7 Fasi della micropropagazione. tura in vitro. E02_1_Vivaistica_frutt.indd 75 E 25/05/18 17:25

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis