2.8.2 Innesti a marza

o o; e snli rn oeo e tie e e o ae e e o a a a e r) o ie o : e di io è e o o nel caso in cui sia stata accertata disaffinità tra i due bionti, come nel caso di alcune cultivar di pero innestate su cotogno, utilizzando una cultivar affine a entrambi. E 79 Intermediario a ) Propagazione agamica 2.8.2 Innesti a marza. Il nesto è rappresentato da una porzione (marza) di ramo lignificato, provvista di 2-3 gemme che viene inserita sul portinnesto mediante opFig. 2.9 Innesto con intermediario. portune fenditure e intaccature. L epoca di esecuzione varia dalla seconda metà dell inverno fino all inizio della primavera e la marza deve trovarsi in totale stato di riposo. Si distinguono diversi tipi di innesti a marza (Fig. 2.10). Quello a spacco pieno si esegue inserendo la base della marza, modellata a forma di cuneo con due tagli laterali, in una fenditura verticale effettuata trasversalmente sul portinnesto, dopo che questo è stato reciso all altezza desiderata. Nel caso che l innesto sia eseguito all estremità del portinnesto non reciso, si ha il così detto spacco terminale . L innesto a spacco vuoto consiste nel praticare sull oggetto reciso una fenditura a forma di cuneo simile a quella effettuata sulla marza. Nell innesto a cavallo la marza, sulla quale è stata praticata una fenditura longitudinale, viene inserita sull estremità dell oggetto foggiato a cuneo. Per questi innesti i due bionti devono essere di uguale diametro. L innesto a spacco diametrale si esegue quando la marza ha un diametro inferiore a quello del portinnesto reciso. Consiste nell effettuare una fenditura trasversale sul portinnesto e nell inserire in essa la base della marza modellata con due tagli opposti, facendo in modo di far combaciare le zone cambiali. Si possono avere innesti a una marza, a due marze o più nel caso dell innesto a croce . Un innesto utilizzato per la vite è quello a spacco inglese ; nesto e portinnesto devono essere dello stesso diametro e vengono recisi con tagli obliqui di uguale inclinazione che vengono fatti combaciare fra loro e tenuti insieme con un nastro di gomma. Più frequentemente viene utilizzato il doppio spacco inglese che consiste nell eseguire un taglio longitudinale sulle due sezioni oblique in posizione tale da permettere l incastro reciproco dei due bionti. Altri tipi di innesto sono rappresentati dall innesto a sperone , a spacco laterale , a penna , a becco di clarino , a corona , a triangolo , A B C E D Fig. 2.10 Innesti a marza: a spacco apicale (A), a cavallo (B), a spacco diametrale (C), a doppio spacco inglese (D). E02_1_Vivaistica_frutt.indd 79 25/05/18 17:25

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis