1.1.1 Caratteri botanici e biologia della coltura

uoà o a o ni ni a ie ei oil r a ila a ao, uò a a a ai. Pomacee - MELO E 83 1.1.1 Caratteri botanici e biologia della coltura. Le radici consentono l ancoraggio, l approvvigionamento idrico e nutritivo, la sintesi degli amminoacidi e di altri composti organici (fitormoni), la respirazione, il deposito d acqua, delle sostanze minerali e degli assimilati (carboidrati, grassi, amminoacidi). La maggiore attività di crescita delle radici si ha in primavera (inizia con una temperatura del terreno superiore a 5 °C, raggiungendo l optimum tra 16 e 24 °C) e in autunno, dopo l arresto della crescita dei germogli e lo stacco dei frutti. La parte aerea è composta dal fusto, dalle branche principali e secondarie e dai germogli, rami laterali da legno, brindilli, lamburde e gemme a fiore (Fig. 3.1), che hanno la funzione di comunicazione tra foglie e radici trasportando acqua e sostanze nutritive sia verso l alto sia verso il basso. L accrescimento longitudinale del germoglio ha origine nel tessuto meristematico della gemma apicale emettendo a distanze regolari (internodi) delle gemme laterali (nodi). L ingrossamento delle strutture legnose parte dal cambio durante il periodo vegetativo di anno in anno. La foglia è l organo più importante per la fotosintesi (assimilazione), la respirazione, l evaporazione dell acqua (traspirazione) e lo scambio gassoso. Il massimo dell assimilazione netta si ottiene tra 20 e 26°C. Con l aumentare della temperatura aumenta anche l attività respiratoria, che è il processo inverso all assimilazione. Oltre i 32°C il bilancio di assimilazione diventa negativo, i Fig. 3.1 Rappresentazione delle diverse tipologie processi di crescita rallentano di rami e organi presenti sul germoglio del melo. fino all arresto completo con temperature superiori a 35°C. Legno di 1 anno In condizioni di stress idrici per carenza di acqua, la foglia riduce la traspirazione regolando Legno di 2 anni l apertura degli stomi. Il fiore si sviluppa da una Gemme e fiori gemma mista formata da una Legno di 3 anni infiorescenza, il corimbo, e da un germoglio. L induzione a Brindilli fiore inizia nel periodo compreso tra metà maggio e metà Borse giugno e la differenziazione effettiva avviene quando la crescita dei germogli è terminata Stami (n 5 oo) (tra fine luglio e inizio agosto). Pistilli (n 5 5) Il fiore porta gli organi sessuali sia maschili sia femminili (staPetali (n 5 5) mi, sacchi pollinici e pistillo) (Fig. 3.2), ma è autosterile e quindi necessita sempre del polline di un altra varietà diploide per essere fecondato. Fig. 3.2 Il fiore del melo con gli organi sessuali: maschili (antere, stami, sacchi pollinici portati dai filamenti, contenenti il polline) e femminili (pistilli portati dallo stilo e l ovario). E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 83 Sepali (n 5 5) Ovario E Filamenti 25/05/18 17:31

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis