SEZIONE E

Pomacee - MELO E 87 L emissione di sostanze fenoliche nel terreno può ostacolare l attività delle radici delle piante adiacenti (concorrenza radicale negli impianti ad alta densità). Questa azione può verificarsi anche nella fase di decomposizione delle radici dopo l estirpazione del frutteto, contribuendo fra l altro a fenomeni di stanchezza del terreno (stentata crescita al reimpianto di melo su melo). Terreni sabbiosi, ben drenati e ventilati, sono meno soggetti a questo fenomeno. Innesto. la tecnica più usata nella moltiplicazione delle varietà e ha lo scopo di creare un unione solida tra la parte radicale (portinnesto) e la parte aerea (varietà). Nel melo le tecniche d innesto più usate sono a gemma dormiente a scudetto (chip-budding, Fig. 3.3), a occhio a T , diritto o rovescio (T-budding, Fig. 3.4), praticati nel periodo luglio-agosto, l innesto a triangolo, la copulazione inglese, o a cuneo, per l innesto a tavolo o in pieno campo, che viene applicata tra fine inverno e inizio primavera (Figg. 3.5 e 3.6). A1 A2 A3 Ceppaia. Per la moltiplicazione del por- A4 Fig. 3.3 Innesto a scudetto, o chip-budding, eseguibile sia in primavera sia in agosto (richiede una chiusura ermetica con nastri di polietilene). A B1 B2 A B A1B B3 Fig. 3.4 Innesto a gemma eseguito nel periodo luglio-agosto con legatura con nastro di gomma. E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 87 E tinnesto si adottano varie tecniche di autoradicazione, come la ceppaia per trincea o margotta di ceppaia (Fig. 3.7). La durata di una ceppaia è di circa 10 anni e la resa annua in piena produzione per ettaro si calcola da 160.000 a 250.000 barbatelle su 6.500-7.500 m lineari di ceppaia, a seconda del tipo di portinnesto. La propagazione agamica comporta anche dei rischi, quale la contaminazione con malattie e la loro seguente diffusione. In genere per queste malattie (virosi, fitoplasmosi, batteri, ecc.) non esistono misure di lotta diretta. Fig. 3.5 Tecniche di innesto a cuneo eseguito a macchina nel periodo tra fine inverno e primavera. 25/05/18 17:31

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis