SEZIONE E

E 88 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale L unica garanzia per il mantenimento in sanità e la rispondenza genetica è l applicazione di sistemi di controllo attraverso la certificazione delle piante da frutto (Regolamento del servizio di certificazione del mateB B riale di propagazione vegetale d.m. 289 del 23/10/87). Micropropagazione. Questa tecnica di moltiplicazione va applicata in vitro utilizzando tessuti meristematici della pianta. Essa offre la possibilità di ottenere in breve tempo nuCopulazione inglese Innesto a triangolo meri molto più elevati di pianFig. 3.6 Tecnica d innesto con marze durante il periodo compreso tra fine inverno e tine rispetto al metodo tradiprimavera sia a tavolo sia in pieno campo. Questa tecnica richiede la ceratura delle ferite zionale. Nel melo si ottengono per ovviare il disseccamento. risultati positivi solamente se le piantine micropropagate prima dell utilizzo in vivaio passano almeno un ciclo di moltiplicazione in ceppaia convenzionale; diversamente possono insorgere problemi di modifica del fenotipo della pianta con alterazione del comportamento delle piante. Vivaio. Le varie tecniche di produzione in vivaio danno origine a diversi livelli di qualità delle piante (Fig. 3.8): astone senza rami anticipati (innesto a tavolo, ciclo di 9 mesi), pianta con 4-5 rami anticipati (innesto a gemma dormiente, ciclo di 2 anni), pianta con 7 rami anticipati e oltre (innesto a gemma dormiente con l impiego di fitoregolatori per favorire l emissione di rami anticipati, ciclo di 2 anni), pianta Knip di due anni con chioma di un anno ben ramificata (innesto a tavolo con astone ribattuto all altezza di 60-75 cm al secondo anno di vegetazione, ciclo di 2 anni). Il terreno, sia per la ceppaia sia per il vivaio, deve avere ottime caratteristiche: deve essere di medio impasto, sabbioso, profondo, irriguo, disponibile in grande superficie in modo da poter garantire una rotazione ogni ciclo produttivo. A A1B A A1B Talea radicata Ceppaia per trincea Margotta di ceppaia F Fig. 3.7 Metodi di moltiplicazione di portinnesti in ceppaia per trincea o margotta di ceppaia. E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 88 25/05/18 17:31

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis