18.1.1 Inibitori della respirazione cellulare

nsi a o ia e ili o an o en n aa o oa. ), a: a e iti a, il ti ei à o o vi ili e o ti e FUNGICIDI E BATTERICIDI G 101 Riguardo alle interferenze enzimatiche, i processi interessati possono essere catabolici, come la produzione di energia (respirazione) o anabolici, come la biosintesi di vari composti necessari per il funzionamento della cellula (acidi nucleici, lipidi, proteine, ecc.). Per quanto concerne le interferenze strutturali, si possono ricordare quelle sulla membrana cellulare. In ogni caso ne deriva una serie di conseguenze deleterie per lo sviluppo e la sopravvivenza del patogeno (es. blocco dell accrescimento, interruzione della divisione cellulare, compromissione della funzionalità della membrana o della parete). Pertanto, facendo riferimento al meccanismo d azione e al processo biochimico coinvolto, i fungicidi possono essere suddivisi in diverse categorie, fra cui le più importanti nell attuale farmacopea italiana sono: inibitori della respirazione cellulare; inibitori della sintesi dei lipidi; inibitori della sintesi degli acidi nucleici; inibitori della divisione cellulare; inibitori della sintesi della parete cellulare; inibitori della sintesi di amminoacidi. Numerosi (e non sempre ben conosciuti) sono comunque i processi biochimici utilizzati come bersaglio dai fungicidi e battericidi e a essi verrà fatto cenno nella presentazione dei singoli prodotti. 18.1.1 Inibitori della respirazione cellulare. La respirazione cellulare corrisponde negli eucarioti alla fase terminale del catabolismo durante il quale le molecole nutritive organiche come glucidi, lipidi e proteine vengono trasformate, con il coinvolgimento dell ossigeno, in prodotti più semplici (es. CO2) generando energia. Questa viene trasferita nell ATP (adenosin-trifosfato) che ne assicura il trasporto nelle cellule e insieme ad altri composti è fondamentale per la biosintesi (anabolismo) delle diverse molecole. La respirazione avviene attraverso varie fasi di cui la prima (glicolisi) si svolge nel citoplasma, le successive nei mitocondri e sono rappresentate dal ciclo dell acido citrico (o ciclo di Krebs), dalla catena respiratoria e dalla fosforilazione ossidativa. Le diverse fasi della respirazione comportano l intervento di numerosi enzimi e l inattivazione di questi costituisce un interessante possibilità di lotta in quanto priva i patogeni dell energia necessaria per le varie funzioni, a partire dalla germinazione. La respirazione è stata il primo bersaglio utilizzato nella messa a punto dei fungicidi. Appartengono alla categoria degli inibitori della respirazione sia i tradizionali zolfo e rame sia i primi fungicidi di sintesi come ditiocarbammati, ftalimidici e altri singoli (dithianon, chlorothalonil, ecc.). Questi fungicidi interferiscono col processo respiratorio fondamentalmente bloccando diversi enzimi coinvolti nelle varie fasi biochimiche. Rientrano in tale gruppo anche fungicidi sintetici più recenti (es. SDHI, analoghi delle strobilurine), in cui peraltro l interferenza con i processi respiratori avviene a un unico livello (blocco di un singolo enzima: complesso II e complesso III). I fungicidi attivi sulla respirazione cellulare possono pertanto essere suddivisi in due categorie principali: inibitori non specifici (multisito); inibitori specifici (unisito). La distinzione fra i due tipi di interferenza sui processi respiratori assume una particolare rilevanza in riferimento alla possibilità da parte dei patogeni di sviluppare resistenza e quindi di superare l azione tossica delle sostanze attive, molto più elevata nel caso della modalità unisito (come specificato più avanti). G 18.1.2 Inibitori della sintesi dei lipidi. Sono indicati con la sigla IBS (Inibitori della Biosintesi degli Steroli), cui sono riferiti diversi gruppi chimici accomunati dall attività fungitossica derivante dalla capacità di interferire con enzimi coinvolti nel processo di biosintesi degli steroli (in particolare l ergosterolo). Gli steroli sono composti G01_3_Fitopatologia.indd 101 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini