18.1.3 Inibitori della sintesi degli acidi nucleici

G 102 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE lipidici costituenti fondamentali della membrana cellulare, la cui mancanza determina alterazioni nella sua struttura e funzionalità (es. aumento della permeabilità, interferenze sull attività degli enzimi, modificazione nell assorbimento degli elementi nutritivi, interferenze sulla sintesi di altri lipidi). Le famiglie chimiche degli IBS attualmente disponibili in Italia (alcune sono state eliminate a seguito della revisione normativa europea) possono essere riferite a tre gruppi sulla base dello specifico enzima che viene inattivato: 1: inibizione dell enzima C14 demetilasi, per cui tali prodotti vengono anche identificati come IDM (Inibitori della DeMetilazione, DMI nella dizione inglese); 2: inibizione dell enzima D8 S D7 isomerasi e D14 riduttasi; 3: inibizione dell enzima C3-chetoriduttasi. Un altro fungicida attivo sulla biosintesi dei lipidi è il propamocarb, che interferisce sulla sintesi degli acidi grassi (peraltro attraverso un meccanismo non noto). e c z n a IB r q d c r 18.1.3 Inibitori della sintesi degli acidi nucleici. Comprendono i prodotti caratterizzati dalla proprietà di bloccare enzimi coinvolti nella sintesi dell acido ribonucleico (RNA) e desossiribonucleico (DNA): bupirimate, attivo sull adenosin-deaminasi, fenilamidi (metalaxyl e benalaxyl) che interferiscono su una RNA polimerasi, hymexazole, attivo sulla sintesi del DNA (sito sconosciuto). s c z ( d s a d la n b m 18.1.4 Inibitori della divisione cellulare. Si tratta di prodotti che interferiscono sulla mitosi. In particolare i benzimidazoli tiofanati (thiophanate-methyl) e zoxamide impediscono l assemblaggio della b-tubulina nei microtubuli. 18.1.5 Inibitori della sintesi di amminoacidi. Agiscono a livello della biosintesi della metionina. Sono rappresentati dalle anilino-pirimidine (cyprodinil, pyrimethanil, mepanipyrim). 18.1.6 Inibitori della sintesi della parete cellulare. Sono in grado di bloccare l enzima cellulosa sintasi, attivo appunto nella sintesi della parete cellulare. Comprendono in Italia prodotti specifici per gli oomiceti, chimicamente amidi di acidi carbossilici e pertanto identificati complessivamente anche con l acronimo inglese CAA. 18.2 Resistenza ai fungicidi (e battericidi). Come gli altri agrofarmaci, anche i fungicidi (e battericidi) possono perdere nel tempo in tutto o in parte la loro efficacia pratica a seguito di sviluppo di resistenza da parte dei patogeni. Questa può derivare da cambiamenti fenotipici (collegati a mutazioni genetiche casuali) che consentono al patogeno di sfuggire all azione tossica della sostanza in vari modi, fra cui i più frequenti sono: modificazioni a livello del sito bersaglio (di norma un enzima), che non viene più riconosciuto dal fungicida; attivazione di processi biochimici di espulsione della sostanza attiva o alternativi a quello inibito. Il primo tipo di resistenza (di norma a controllo monogenico) viene anche detto qualitativo in quanto porta alla comparsa di individui totalmente non sensibili che, con l uso ripetuto di un prodotto, diventano rapidamente prevalenti causando una totale perdita di efficacia anche a dosi maggiorate. Un esempio di tale tipo di resistenza è rappresentato dagli analoghi delle strobilurine. Il secondo tipo (di norma a controllo poligenico) viene anche definito quantitativo, poiché la perdita della sensibilità degli individui è graduale. Graduale (e lenta) è anche la riduzione di sensibilità degli individui all interno della popolazione, che a volte può G01_3_Fitopatologia.indd 102 5/30/18 9:02 AM 1 p r a to 1 n in a Z c ti le to ta c r a v

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini