18.3.2 Composti di origine vegetale (e/o animale)

P. n- ia ri ia, i rri o a. e e ui a e oio u- n ei è cio o e d a o soe o le li o e FUNGICIDI E BATTERICIDI G 105 persistenza nel terreno, l impiego del metallo in agricoltura biologica è disciplinato da una norma comunitaria che fissa limiti quantitativi (6 kg di rame metallo per anno, con la possibilità di compensazioni nell arco di un quinquennio). Peraltro, anche sotto la spinta della revisione europea dei prodotti fitosanitari, la formulazione industriale del rame è stata interessata da continui perfezionamenti tecnologici che hanno consentito di ridurre notevolmente i quantitativi di rame necessari per l attività fitoiatrica (oggi generalmente inferiori a 1 kg/ha per trattamento). Bicarbonato di potassio. Recentemente introdotto come formulato nella farmacopea fitosanitaria, è indicato per la lotta contro agenti di oidio, ticchiolatura, muffa grigia e moniliosi su diverse colture arboree ed erbacee. Agisce sui patogeni danneggiando la parete cellulare con modalità soprattutto preventiva e secondariamente curativa. La sua azione fungitossica è favorita da condizioni di elevata umidità. 18.3.2 Composti di origine vegetale (e/o animale). Diversamente dal settore entomologico, i prodotti di origine vegetale non basati su microrganismi sono stati in passato poco utilizzati nella lotta contro le malattie, sia per la disponibilità di composti naturali di origine minerale, sia per la loro efficacia non elevata. Da tempo peraltro, nell ambito del generale orientamento verso mezzi di difesa più sostenibili, sta aumentando l interesse verso questo tipo di prodotti, che vengono proposti sempre più numerosi, come dimostra anche la recente omologazione in Italia di alcuni formulati, che vengono di seguito presentati. G Olio essenziale di arancio. Viene estratto per spremitura di frutti di arancio dolce ed è composto principalmente da limonene. Viene registrato anche come insetticida. Sui fitopatogeni agisce disgregando i tessuti, con un effetto eradicante, anche se non molto persistente; è autorizzato su numerose colture per la lotta (da solo o in miscela con altri fungicidi) contro peronospora (vite e ravanello), oidio su diverse specie (vite, diverse orticole e floricole), ruggine del crisantemo. Il periodo di sicurezza è di tre giorni. Olio essenziale di chiodi di garofano. estratto da varie parti della pianta (Eugenia cariophillata) ed è una miscela di diverse sostanze, fra cui prevale l eugenolo. Viene registrato in Italia in miscela con pyrimethanil per trattamenti in post-raccolta su agrumi, drupacee e pomacee. L eugenolo puro di estrazione naturale è contenuto anche in un altro formulato insieme a timolo e geraniolo di sintesi, omologato per la lotta contro la muffa grigia della vite in vegetazione (periodo di sicurezza: 3 giorni su uva da vino, 7 su uva da tavola). Laminarina. un polisaccaride estratto da Laminaria digitata (alghe brune), non attivo direttamente sui patogeni, ma in grado di stimolare nella pianta le reazioni di autodifesa (rafforzamento della parete cellulare, produzione di fitoalessine e altre sostanze antimicrobiche); è autorizzato su diverse colture e malattie (pomacee per ticchiolatura, colpo di fuoco batterico, marciume lenticellare, vite su oidio, fragola per oidio e muffa grigia, lattuga su peronospora). Non richiede il periodo di sicurezza. COS-OGA. un complesso di polisaccaridi composto in parte di pectina estratta da bucce di mele e agrumi, in parte da chitosano estratto dall esoscheletro di crostacei. Anche tale prodotto agisce sui fitopatogeni in maniera indiretta, stimolando la pianta a rafforzare i naturali meccanismi di autodifesa. omologato per la difesa antioidica su cucurbitacee e solanacee in serra e su vite ed è privo di periodo di sicurezza. G01_3_Fitopatologia.indd 105 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini