SEZIONE G

G 108 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE di attività antifungina e conseguenti bassi dosaggi; c) frequente capacità di penetrazione e spesso di traslocazione, con una sistemicità più o meno marcata. A causa dell eliminazione di numerose sostanze attive a seguito del processo di revisione europea, attualmente sono disponibili in Italia i seguenti prodotti, riferibili a tre gruppi sulla base dell enzima inibito, a loro volta comprendenti diverse classi chimiche. IBS Gruppo 1 (Inibitori dell enzima C14 demetilasi 5 DMI) triazoli. Costituiscono la principale famiglia chimica degli IBS, allargatasi progressivamente dai primi anni Ottanta e diffusamente utilizzata anche in Italia contro diverse, importanti malattie delle colture arboree ed erbacee (oidio, ticchiolatura, ruggini, cercosporiosi, septoriosi, moniliosi, ecc.). Anche se alcune sostanze attive non sono più disponibili per ragioni tecniche o normative e in alcuni casi hanno dovuto subire la concorrenza dei fungicidi più recenti, i triazoli sono tuttora numerosi e caratterizzati da un quadro applicativo molto vario e articolato, nonostante in alcuni settori siano stati interessati da parziali riduzioni di efficacia a seguito di sviluppo di resistenza (es. ticchiolatura del melo). Caratteristica comune è l attività contro gli oidi su una gamma più o meno ampia di colture, mentre per quanto riguarda le altre malattie gli usi autorizzati sono strettamente subordinati a fattori tecnici ed economici, con una frequente specializzazione per coltura e/o tipo di malattia. I triazoli oggi disponibili sono: triadimenol, propiconazole, penconazole, myclobutanil, fenbuconazole, flutriafol, tebuconazole, cyproconazole, tetraconazole, difenoconazole, epoxyconazole, bromuconazole, ipconazole, metconazole, triticonazole. Nella famiglia dei triazoli può essere inserito anche il prothioconazole (propriamente della classe triazolintioni), anch esso sistemico e idoneo per la lotta contro le malattie del frumento e orzo, sia in applicazioni fogliari che in concia del seme. imidazoli. Comprendono oggi due sostanze attive, imazalil e prochloraz. Il primo è un prodotto sistemico utilizzato principalmente per il trattamento post-raccolta degli agrumi; il secondo è translaminare ed è dotato di un ampio spettro d azione e un quadro d impiego imperniato sulle colture erbacee (protezione della parte aerea di frumento, bietola, tappeti erbosi, floricole e ornamentali, funghi coltivati; concia delle sementi di cereali). IBS Gruppo 2 (Inibitori dell enzima D8 S D7 isomerasi e D14 riduttasi) d p S s s p v p v lu d f p d tà fi p b d m a s r s ( c morfoline. Una delle prime famiglie degli IBS (risale agli anni Settanta), comprende dodemorph (prodotto sistemico attivo contro gli oidi e utilizzabile per la difesa delle colture floricole e ornamentali) e fenpropimorph (idoneo per le malattie dei cereali). piperidine. Sono rappresentate dal solo fenpropidin, prodotto sistemico a spiccata attività antioidica, utilizzato in miscela con difenoconazole per la difesa della barbabietola da zucchero da oidio e cercosporiosi. spiroketalamine. Comprende solo spiroxamine, antioidico sistemico utilizzabile per la vite. IBS Gruppo 3 (Inibitori dell enzima C3 chetoriduttasi) idrossianilidi. Sono rappresentate da fenhexamid, prodotto di copertura ad attività spe- cifica contro muffa grigia e moniliosi, idoneo per la difesa di vite, fragola, pomodoro, drupacee. aminopirazolinoni. Comprendono solo fenpyrazamine, antibotritico per la vite e alcune orticole in ambiente protetto. Il prodotto è dotato di capacità translaminari ed è in grado di inibire la produzione della laccasi. bupirimate. Chimicamente è una idrossipirimidina, peraltro non assimilabile agli IBS. un antioidico specifico scoperto negli anni Settanta del secolo scorso e utilizzabile G01_3_Fitopatologia.indd 108 s d la 5/30/18 9:02 AM a tr d L d f ta tr p la r ( ti li p g s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini