SEZIONE G

o- ie e. ae, oono ti el a ar e, e, a e. n uma, e e ia . eo, un S. e FUNGICIDI E BATTERICIDI G 109 su diverse colture come melo, pesco, cucurbitacee, fragola, rosa. un prodotto in grado di penetrare nei tessuti e di essere traslocato. Il suo meccanismo d azione coinvolge la sintesi degli acidi nucleici attraverso l inibizione dell enzima adenosin-deaminasi. dicarbossimidi. Famiglia d importanza storica, in quanto dopo i benzimidazoli furono i primi veri fungicidi attivi contro gli agenti di marciumi (es. Botrytis cinerea, Monilinia, Sclerotinia spp., ecc.). Introdotti a partire dalla fine degli anni Settanta con il vinclozolin, sono stati progressivamente ridimensionati, sia da limitazioni legate alla revisione europea sia dalla scoperta di nuove famiglie concorrenti, fino all eliminazione nel 2018 dell ultimo prodotto rimasto (iprodione, utilizzato prevalentemente nella difesa antibotritica della vite e nella lotta contro la maculatura bruna del pero). Sono attivi sostanzialmente come preventivi di superficie, pur essendo dotati di una parziale capacità di essere assorbiti per via radicale. Il loro meccanismo d azione interessa la trasduzione dei segnali osmotici cellulari attraverso il blocco dell enzima istidina-chinasi. Sono stati coinvolti in alcune aree da problemi di resistenza (es. muffa grigia della vite, maculatura bruna del pero). fenilamidi. Sono attivi esclusivamente contro gli oomiceti e costituiscono un altro gruppo di fungicidi di importanza storica in quanto, insieme ad altri fungicidi, hanno introdotto tra la fine degli anni Settanta e l inizio degli anni Ottanta, grazie alle loro proprietà endoterapiche, una vera rivoluzione nella difesa antiperonosporica di varie colture, fino ad allora basata sull impiego pressoché esclusivo di prodotti di copertura e, quindi, preventivi. Essi sono infatti caratterizzati da proprietà sistemiche che, abbinate a una buona persistenza, consentono di migliorare con l azione curativa la protezione fornita dai prodotti di copertura, con i quali, peraltro, vengono prevalentemente impiegati in miscela già formulata. Il loro meccanismo d azione riguarda la sintesi degli acidi nucleici attraverso l inibizione di una RNA polimerasi; sono considerati dal FRAC a rischio di resistenza elevata. Rappresentano ancora prodotti di riferimento nella difesa antiperonosporica di vite, patata e pomodoro, cipolla, ecc., dove sono utilizzati esclusivamente in miscela con prodotti di copertura. Oggi la famiglia è ridotta ai soli metalaxyl, metalaxyl-M (mefenoxam), benalaxyl-M (kiralaxyl ) appartenenti al gruppo chimico acilalanine. cymoxanil. Unico rappresentante della famiglia delle acetammidi è stato uno dei primi antiperonosporici endoterapici (in Italia dal 1980) e tuttora ampiamente utilizzato contro varie peronospore, generalmente in miscela con prodotti di copertura. in grado di penetrare nei tessuti (citotropismo) ed è caratterizzato da una breve persistenza. L azione fungitossica coinvolge diversi processi cellulari (es. respirazione, permeabilità della membrana, sintesi di amminoacidi), ma il sito primario non è stato chiarito. fosfonati. Comprendono fosetyl-aluminium (fosetil-Al) introdotto nei primi anni Ottanta e i più recenti fosfito di potassio e fosfito di disodio. Vengono assorbiti dai tessuti e traslocati per via sistemica, sia in senso acropeto che basipeto, e agiscono su patogeni per via diretta, attraverso un metabolita (acido fosforoso), e per via indiretta, stimolando la pianta a produrre sostanze di natura antifungina (fitoalessine). Il sito primario d azione non è, peraltro, noto. Sono efficaci prevalentemente contro gli oomiceti (peronospore e fitoftore), ma hanno un attività secondaria contro altre malattie (es. ticchiolatura delle pomacee, maculatura bruna del pero). Vengono preferibilmente utilizzati in miscela con altri fungicidi, di copertura o penetranti. propamocarb. un carbammato messo a punto negli anni Ottanta per la lotta contro gli oomiceti delle colture orticole e floricole e dei vivai, sia delle radici e del colletto sia fogliari (Pythium spp., Phythophthora spp., Aphanomyces spp., Peronospora spp., G01_3_Fitopatologia.indd 109 G 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini