1.2.6 Sistema nervoso

a e a o o o di a ae, a è ae as o n me, o, di ue ui e, o ali n- o- li o n INSETTI G 11 1.2.6 Sistema nervoso. costituito da un insieme di cellule nervose (neuroni) che consentono lo svolgimento di attività, la percezione e l emissione di stimoli. I neuroni sono formati da un corpo munito di nucleo con ramificazioni perimetrali riceventi (dendriti) e da un filamento trasmittente (neurite o assone). Essi sono in collegamento con neuroni contigui, i cui punti di connessione sono le sinapsi, fra le quali si trova uno stretto spazio intersinaptico (30 nm o mm). In base alla loro funzione i neuroni sono distinti in sensoriali, motori e associativi. La stimolazione nervosa, captata dalle terminazioni (dendriti o fibre afferenti) dei neuroni sensoriali posti sotto il tegumento dell insetto e collegati con gli organi di senso, viene trasferita attraverso un lungo asse trasmittente (assone o neurite) per giungere alle sue ramificazioni terminali che sono in rapporto con quelle di neuroni di collegamento o associativi. I neuroni associativi formano degli addensamenti (gangli) e la successione di questi porta alla formazione di una catena gangliare. L impulso nervoso captato dalle terminazioni dendritiche dei neuroni motori è trasformato in impulso motorio che, lungo l assone, giunge alle sottili ramificazioni terminali, direttamente in rapporto con le fibre muscolari o connesse a queste con caratteristici ingrossamenti (piastre motrici). L intero sistema nervoso è distinto in centrale, viscerale o simpatico e periferico. Il sistema nervoso centrale è rappresentato da tre settori: 1. cerebro o cervello; 2. gnatocerebro o gangli sottoesofagei; 3. catena gangliare ventrale. Il cerebro, derivato dalla fusione delle prime tre coppie di gangli, è posto nel cranio, dorsalmente allo stomodeo, ed è diviso in tre parti: protocerebro, deutocerebro e tritocerebro. Il gnatocerebro è situato nel cranio, ventralmente allo stomodeo; la catena gangliare ventrale è situata nel torace e nell addome. Il sistema nervoso viscerale comprende il simpatico dorsale, quello ventrale e il simpatico caudale. Il sistema periferico o sensoriale è costituito da neuroni bipolari o multipolari che si distinguono in motori e sensoriali. Gli organi di senso (sensilli) recepiscono gli stimoli provenienti dall esterno o dall interno del corpo dell insetto e, a seconda della funzione svolta, sono distinti in meccanorecettori, chemiorecettori, termo-igrorecettori e fotorecettori. G 1.2.7 Sistema escretore. costituito da un insieme di organi preposti all eliminazione continua di sostanze di rifiuto derivanti dall attività metabolica ed è rappresentato da: tubi malpighiani, nefrociti e cellule uriche. I primi sono dei tubuli a fondo cieco, liberamente fluttuanti nella cavità periviscerale, che sboccano nel proctodeo. I nefrociti sono cellule sparse, situate intorno al cuore e all esofago, che assorbono sostanze colloidali dall emolinfa per poi elaborarle e riversarle come cristalloidi nella stessa. Le cellule uriche si trovano sparse nel tessuto adiposo e la loro funzione è quella di assorbire sostanze di rifiuto che poi non vengono eliminate. 1.2.8 Sistema secretore. rappresentato da ghiandole secernenti sostanze che sono riversate all esterno (esocrine) o all interno (endocrine) del corpo dell insetto. Le prime costituiscono il sistema esocrino, o a secrezione esterna, le seconde quello endocrino, o a secrezione interna. Nel primo sono comprese ghiandole ceripare, laccipare, G01_1_Fitopatologia.indd 11 15/06/18 09:22

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini