SEZIONE G

G 110 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Bremia lactucae, Pseudoperonospora cubensis, ecc.). un prodotto sistemico particolarmente idoneo per applicazioni al terreno. Viene anche utilizzato in miscela formulata con antiperonosporici fogliari. Il suo meccanismo d azione interferisce sulla permeabilità della membrana cellulare e sulla sintesi degli acidi grassi. etridiazole. un tiadiazolo risalente agli anni Ottanta, non sistemico, ad attività prevalente contro gli oomiceti. idoneo per trattamenti al seme e al terreno contro i marciumi da Pythium e Phytophthora. Il meccanismo di azione coinvolge la perossidazione dei lipidi. tolclofos-methyl. Chimicamente un tiofosfato, è un prodotto risalente agli anni Novanta, idoneo per la lotta contro i patogeni fungini terricoli delle colture erbacee (es. Rhizoctonia spp., Sclerotinia spp., Corticium spp.). Non è sistemico e trova impiego in applicazioni sia al terreno, sia fogliari, sia per la concia del materiale di propagazione. Il meccanismo d azione consiste in interferenze sul metabolismo dei lipidi (presumibilmente la perossidazione) con diversi effetti dannosi sulla funzionalità cellulare. fluazinam. Introdotto negli anni Novanta, appartiene al gruppo piridinammine ed è un prodotto di copertura dotato di un ampio spettro d azione, utilizzato in Italia principalmente per la lotta contro la ticchiolatura del melo, la maculatura bruna del pero e la peronospora della patata e della vite. caratterizzato da una buona resistenza al dilavamento. Il suo meccanismo d azione coinvolge la respirazione cellulare (disaccoppiamento della fosforilazione ossidativa). caa. Con questa sigla (acronimo inglese di Amidi di Acidi Carbossilici) sono raggruppati diversi prodotti sviluppati tra gli anni Novanta e il primo decennio del nuovo secolo, chimicamente differenziati, ma accomunati dalle caratteristiche fitoiatriche e dal meccanismo d azione, che riguarda la sintesi della parete cellulare (inibizione dell enzima cellulosa sintasi). Si tratta di molecole attive sugli oomiceti (in particolare agenti di peronospore) e dotate di capacità penetrante abbinata a traslocazione più o meno marcata. Comprendono le seguenti sostanze attive: dimethomorph (amidi dell acido cinnamico), l iniziatore di questo gruppo, introdotto negli anni Novanta, iprovalicarb, benthiavalicarb e valifenalate (valinamide carbammati) introdotti nel decennio successivo, così come mandipropamid (amidi dell acido mandelico). Sono impiegati principalmente nella difesa antiperonosporica di vite e colture orticole, dimethomorph e mandipropamid da soli e più spesso in miscela con altri tipi di prodotti, gli altri tre solo in miscele. Sono considerati dal FRAC a rischio di resistenza medio-basso, ma richiedono le consuete strategie anti-resistenza. anilinopirimidine. Famiglia introdotta nella seconda metà degli anni Novanta, comprende pyrimethanil, cyprodinil e mepanipyrim. Il principale settore d impiego è rappresentato dalla lotta contro gli agenti di muffa grigia e moniliosi, ma rientrano nello spettro d azione di tali prodotti anche altre malattie fungine come la ticchiolatura del melo. Sono caratterizzati da proprietà penetranti e su alcune malattie, come la ticchiolatura, hanno capacità curativa. Il meccanismo d azione consiste in interferenze sulla biosintesi degli amminoacidi, con diverse conseguenze, fra cui quella di inibire la produzione di enzimi litici coinvolti nella penetrazione dei patogeni nei tessuti. Sono considerati dal FRAC a rischio di resistenza medio. Qualche caso di riduzione di efficacia è stato osservato su muffa grigia e, parzialmente, su ticchiolatura del melo. fenilpirroli. Famiglia di fungicidi messa a punto all inizio degli anni Novanta prendendo lo spunto dalla molecola della pirrolnitrina, metabolita secondario di Pseudomonas spp. G01_3_Fitopatologia.indd 110 5/30/18 9:02 AM d ta b r In u d m a s c d v c s e fu z c in b r r c p m e f p d n p p p c d p b c d tr d to

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini