SEZIONE G

ira e a os. n e. l- è no al p- ti oal nti o o b, cne o o- neto. a, ee ti o o . FUNGICIDI E BATTERICIDI G 111 rappresentata nel nostro Paese dal solo fludioxonil, prodotto di copertura utilizzato da solo e in miscela pronta con vari partner, per la concia delle sementi dei cereali e trattamenti fogliari contro muffa grigia di diverse colture, moniliosi, sclerotinia, maculatura bruna del pero. Il meccanismo d azione coinvolge la funzionalità della membrana cellulare attraverso interferenze sui processi di trasduzione dei segnali osmotici. Inibitori del complesso II della respirazione. un gruppo di fungicidi che ha avuto un dinamico sviluppo (ancora in corso) nel nuovo secolo, ma in effetti i primi prodotti di questo tipo (carboxin e oxycarboxin) sono stati scoperti negli anni Sessanta, sistemici e ad attività specifica contro basidiomiceti (carboni e ruggini); fra questi il primo è ancora disponibile in Italia per la concia dei semi di cereali. Le molecole di tale famiglia sono caratterizzate da un analogo meccanismo d azione che consiste nell inibizione del complesso II, enzima attivo nelle prime fasi della catena respiratoria (ciclo di Krebs), denominato succinato deidrogenasi. Per tale motivo il gruppo viene identificato anche con l acronimo ISDH (SDHI nella versione inglese, da Succinate Dehidrogenase Inhibitors). Si tratta di molecole dotate di capacità penetrante più o meno spiccata. Quelle di nuova generazione presentano uno spettro d azione tendenzialmente ampio (esclusi gli oomiceti) e una lipofilia, più o meno elevata, che consente loro di attaccarsi alle cere cuticolari. Sono considerati dal FRAC fungicidi a rischio di resistenza incrociato, di livello medio-elevato e richiedono l applicazione delle strategie anti-resistenza. I prodotti disponibili in Italia sono i seguenti: carboxin. Chimicamente un oxatina-carbossamide, sistemico, oggi commercializzato in miscela con thiram per la concia dei semi dei cereali (carboni). boscalid. Gruppo chimico piridina-carbossamidi, introdotto in Italia nel 2006, iniziatore della seconda generazione della famiglia. dotato di un ampio spettro d azione, che riguarda oidio, muffa grigia, monilia, sclerotinia, alternaria, Stemphylium, su numerose colture arboree ed erbacee, per le quali viene formulato da solo e o in miscela con un partner (pyraclostrobin, kresoxim-methyl). Esercita un azione preventiva di superficie, ma è in grado parzialmente di essere assorbito e traslocato dai tessuti per via sistemica e translaminare. fluopyram. Gruppo chimico piridinil-etil-benzamidi. Caratterizzato dalla capacità di persistere sulla superficie dei tessuti grazie all affinità con le cere cuticolari, ma anche di penetrare e di muoversi sistemicamente. Idoneo, in miscela formulata con tebuconazole, per diverse malattie delle pomacee (ticchiolatura, oidio, maculatura bruna del pero), drupacee (oidio, moniliosi), ruggine dell asparago, in miscela con triadimenol per l oidio di cucurbitacee, solanacee e carciofo in miscela con trifloxystrobin. penthiopyrad, bixafen, fluxapyroxad, sedaxane, isopyrazam, benzovindiflupyr. Gruppo chimico pirazolo-4-carbossamidi. Penthiopyrad è dotato di un elevata azione preventiva di copertura grazie alla sua capacità di rimanere all esterno dei tessuti legandosi in gran parte alle cere cuticolari e in minima parte di penetrare e muoversi translaminarmente. autorizzato per la difesa di melo e pero da ticchiolatura, oidio, alternariosi, maculatura bruna e per la lotta contro botrite e sclerotinia di pomodoro, melanzana, cetriolo e zucchino. Bixafen è particolarmente attivo sulle malattie fungine dei cereali. caratterizzato dalla proprietà di fissarsi sulle cere cuticolari fogliari venendo poi assorbito dai tessuti e traslocato per via sistemica. disponibile in miscela formulata con tebuconazole per la difesa di frumento e orzo dalle principali malattie fogliari, con particolare attività su septoria e ruggini. Fluxapyroxad è autorizzato come conciante per i cereali a paglia, e per la G01_3_Fitopatologia.indd 111 G 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini