SEZIONE G

G 116 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE di antagonismo sopraindicati. Sono disponibili diverse specie e ceppi: T. asperellum ceppo TV1, ceppo ICC 012, ceppo T 25, T. harzianum ceppo T 22, T. gamsii (ex. T. viride ceppo ICC 080), T. atroviride (ex. T. harzianum) ceppo T11. Tutti i ceppi sono idonei per la lotta in applicazione al terreno contro numerosi patogeni tellurici responsabili di malattie radicali e del colletto su colture erbacee e nei vivai in genere (es. Pythium spp., Rhizoctonia spp., Thielaviopsis spp., Fusarium spp., Verticillium spp., Sclerotinia spp., Phytophthora spp.). Un formulato (T. asperellum ceppo ICC 012 1 T. gamsii ceppo ICC 080) è omologato anche per la protezione preventiva della vite dal mal dell esca con applicazioni alla potatura. coniothirium minitans ceppo CON/M/91-08. Ascomicete parassita specifico di patogeni fungini del gen. Sclerotinia (sclerotiorum e minor) che attacca allo stadio di sclerozio, utilizzabile in applicazioni al terreno su diverse colture. aureobasidium pullulans ceppi DSM 14940 e DSM 14941. Fungo lievitiforme competitore per lo spazio e le sostanze nutritive, produttore di sostanze antimicrobiche e stimolatore delle autodifese. disponibile con tre distinte miscele dei due ceppi omologate rispettivamente contro la muffa grigia della vite, il colpo di fuoco batterico delle pomacee, per le malattie da conservazione delle mele con applicazione in pre-raccolta. aspergillus flavus ceppo MUCL54911. Isolato da terreni italiani presso l Università di Piacenza, è un ceppo non tossigeno, inoculato su semi di sorgo devitalizzati. Distribuito sul mais fino a due settimane prima della raccolta, è in grado di competere con i ceppi tossigeni di A. flavus produttori di aflatossine, determinando una elevata riduzione dei livelli di micotossina. pythium oligandrum ceppo M1. Oomicete del terreno, antagonista di numerosi patogeni sia fungini che oomiceti, attivo in diversi modi (competizione per lo spazio, parassitismo, stimolazione delle autodifese). omologato per la lotta contro Botrytis cinerea, Sclerotinia spp. e oidio su diverse colture. Prodotti a base di batteri ceppo QST 713. Ubiquitario nel suolo, antagonista in maniera varia (competizione per spazio e nutrizione, produzione di sostanze tossiche, stimolazione delle autodifese), impiegabile in applicazioni fogliari, è dotato di un ampio spettro d azione che comprende patogeni fungini (es. Botrytis cinerea, Venturia inaequalis) e batterici (Erwinia amylovora, Pseudomonas spp., Xanthomonas spp.). bacillus amyloliquefaciens, sottospecie plantarum ceppo D747. Anch esso in grado di esercitare un azione antagonistica varia (competizione per le sostanze nutritive e lo spazio, produzione di sostanze tossiche per i patogeni, stimolazione delle autodifese delle piante), è omologato per diverse malattie fungine e batteriche di colture arboree e orticole. Un altro ceppo (F2B24) è in corso di sviluppo e registrazione per il controllo di numerosi patogeni fungini (agenti di oidio, Botrytis spp., ecc.). bacillus pumilus, ceppo QST 2808. Ubiquitario in natura, anch esso dotato di una molteplice capacità di antagonismo, è attualmente in corso di sviluppo per la lotta contro vari agenti di oidio. pseudomonas chlororaphis ceppo MA 342. Rizobatterio selezionato per il controllo degli agenti del mal del piede di frumento e orzo, applicabile come conciante industriale. streptomyces griseoviridis ceppo K 61. Può essere applicato al seme per concia secca, alle piantine immergendole in una sua sospensione prima del trapianto, al terreno; è attivo su Fusarium spp. e altri funghi agenti di marciumi radicali e del colletto. bacillus subtilis G01_3_Fitopatologia.indd 116 5/30/18 9:02 AM G.1 1 S ti a m è s d s 1 fr s d a e q a u ti to a ta e d u e c in c t la p s te b d c a s tr d i

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini