19.1.1 Caustici, asfissianti, antifissativi

G 118 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE organi vegetali trattati direttamente, da sostanze particolarmente appetite alle quali è stato mescolato il preparato tossico (esche avvelenate) oppure da organi o tessuti non avvelenati direttamente, ma in seguito a traslocazione dell insetticida all interno della pianta. Per i preparati che agiscono per inalazione, gli spiracoli (o stigmi) rappresentano la via di penetrazione. Attraverso queste vie sono convogliati nelle trachee miscelati all aria respirata raggiungendo, insieme all ossigeno, i siti di azione della sostanza attiva. I composti dotati di un elevata tensione di vapore sono caratterizzati da questo tipo di attività. La distinzione fra insetticidi e acaricidi agenti per contatto, ingestione e inalazione (valida per i composti inorganici e di origine naturale) attualmente riveste tuttavia un carattere del tutto convenzionale in quanto la maggior parte dei moderni composti organici di sintesi è caratterizzata dalla proprietà di agire secondo più di una modalità, benché una di esse possa risultare predominante. Dopo aver raggiunto il corpo della vittima attraverso una o più di una delle vie sopraindicate, il preparato sarà in grado di svolgere la propria azione tossica. Tale azione si può in generale ricondurre a fenomeni di natura fisica oppure, più spesso, di natura chimica. La maggior parte dei composti oggi impiegati per i trattamenti insetticidi ed acaricidi svolge un azione di natura chimica, il cui risultato finale è la comparsa di disturbi o alterazioni soprattutto a carico del sistema nervoso (centrale, periferico o viscerale), ma anche di altri apparati o funzioni (funzione digerente, riproduzione, mute, ecc.). In base al meccanismo d azione, gli agenti insetticidi e acaricidi possono essere riferiti ai seguenti gruppi principali: caustici, asfissianti, antifissativi; attivi sul sistema nervoso; modulatori dei recettori rianodinici sulle fibrocellule muscolari; attivi sulla respirazione cellulare; regolatori di crescita (IGRs 5 Insect Growth Regulators); disgregatori intestinali; inibitori della sintesi lipidica. 19.1.1 Caustici, asfissianti, antifissativi. L azione caustica viene svolta a carico del tegumento esterno e a livello epiteliale delle vie respiratorie ed è legata alla forte alcalinità e alla conseguente attività disidratante del preparato. Rientra in questo meccanismo d azione il polisolfuro di calcio, oggi disponibile solo come fungicida. 19.1.2 Attivi sul sistema nervoso. Agiscono interferendo nella trasmissione degli impulsi nervosi, coinvolgendo cellule nervose (neuroni) e neurotrasmettitori chimici (eccitatori e inibitori). La trasmissione degli impulsi nervosi lungo l assone è essenzialmente di tipo elettrico e avviene in seguito alla depolarizzazione e alla ripolarizzazione della membrana attraverso il coinvolgimento degli ioni Na1 e K1. La concentrazione di ioni K1 all interno dell assone è 10 volte superiore rispetto a quella esterna ed è questa condizione che determina una scarsa permeabilità della membrana quando si trova in uno stato di riposo (polarizzata). In seguito alla perdita di positività di 50-100 mV (milliVolt), viene a modificarsi la permeabilità della membrana con conseguente apertura dei canali degli ioni K1, fuoriuscita di questi ultimi e depolarizzazione della membrana. Questa temporanea e brevissima situazione consente l entrata nell assone di ioni Na1, attraverso gli specifici canali che si sono aperti, determinando nuovamente la ripolarizzazione della membrana. Attraverso la depolarizzazione/ripolarizzazione della membrana l impulso elettrico riesce a scorrere lungo l assone. La trasmissione degli impulsi nervosi da un neurone all altro avviene a livello delle sinapsi e con il coinvolgimento di neurotrasmettitori chimici eccitatori o inibitori (acetilcolina, acido gamma-amminobutirrico o GABA, octopamina, glutammato). G01_3_Fitopatologia.indd 118 5/30/18 9:02 AM d n li n d n c ta r c s r le d s d d o tu in l in n in d r N la p N c b N a v s m d la

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini