SEZIONE G

aea. a a mà. e n ti à, a di ni ti io ne, i: ri ri a el ai- li ci le e è si 0 e a e ne e il o INSETTICIDI, ACARICIDI, NEMATOCIDI, MOLLUSCHICIDI E RODENTICIDI G 119 L acetilcolina (Ach) è un neurotrasmettitore eccitatorio che viene rilasciato, da parte di vescicole delle pre-sinapsi (terminazioni neuritiche), nello spazio intersinaptico (30 nm o m ) compreso tra queste e quelle opposte o post-sinapsi. Le molecole di aceticolina vanno ad insediarsi sulle coppie di recettori proteici acetilcolinici (chiamati anche nicotinici , in quanto sede di inserimento della nicotina), situati sulle post-sinapsi dei neuroni motori eccitatori determinando in tal modo l apertura del canale ionico Na1 delle coppie dei suddetti recettori proteici. Si determina così il passaggio di ioni Na1 nella post-sinapsi, la temporanea depolarizzazione della membrana post-sinaptica e la conseguente eccitazione nervosa. Nell arco di appena 1/1.000 di secondo l Ach è attaccata dall enzima acetilcolinesterasi (AChE ) e scissa in acido acetico 1 colina. Con la rimozione enzimatica dell Ach dalle coppie di recettori proteici acetilcolinici, si verifica la chiusura dei canali ionici Na1, la ripolarizzazione post-sinaptica e la conseguente sospensione dello stato di eccitazione nervosa. L acido gamma-amminobutirrico o GABA (Gamma-Amino-Butyric Acid ) è un neurotrasmettitore inibitorio. Rilasciato nello spazio intersinaptico dalle pre-sinapsi, attiva le coppie di GABA-recettori nelle post-sinapsi dei neuroni motori inibitori determinando l apertura dei canali ionici Cl2, un influsso di negatività nella terminazione postsinaptica dei neuroni motori inibitori con conseguente inibizione nella trasmissione dell impulso nervoso, contrastante l eccitazione derivante dall Ach. L octopamina è un neurotrasmettitore inibitorio che agisce sulla sintesi ciclica dell adenosinmonofosfato. Rilasciato nello spazio intersinaptico delle presinapsi, attiva gli octopamino-recettori post-sinaptici dei neuroni motori inibitori determinando l apertura dei canali ionici Cl2 e un influsso di negatività nelle post-sinapsi con conseguente inibizione nella tresmissione dell impulso nervoso ai neuroni motori, in contrasto con l eccitazione acetilcolinica. Il glutamato è un neurotrasmettitore inibitorio, rilasciato anche questo nello spazio intersinaptico dalle pre-sinapsi, che attiva i corrispondenti glutamato-recettori post-sinaptici dei neuroni motori inibitori determinando l apertura dei canali ionici Cl2 ed un influsso di negatività nelle post-sinapsi, con conseguente inibizione nella trasmissione dell impulso nervoso, contrastante l eccitazione derivante dall Ach. Sulla base del meccanismo biochimico coinvolto, i prodotti neuroattivi possono essere riferiti alle due categorie principali di seguito richiamate. G Neuroattivi sulla trasmissione assonale. Sono i preparati che determinano la depo- larizzazione permanente della membrana assonica, attraverso l apertura o la chiusura permanente dei canali dello ione Na1. Causano l apertura stabile dei canali dello ione Na1 piretro, piretroidi e il vecchio DDT. Responsabile della chiusura permanente dei canali dello ione Na1 è l ossadiazina indoxacarb. Il semicarbazone metaflumizone blocca i canali del Na1 senza una preventiva attivazione. Neuroattivi sulla sinapsi e sui neurotrasmettitori antiacetilcolinesterasici (acetilcolinesterasi-inibitori). Esplicano la loro azione attraverso il blocco dell enzima acetilcolinesterasi (AChE), prolungando l attività dell Ach sui recettori proteici acetilcolinici post-sinaptici. Si determina in tal modo un accumulo di Ach nello spazio intersinaptico (autointossicazione), l apertura permanente dei canali ionici dei recettori proteici acetilcolinici, il passaggio degli ioni Na1 nella post-sinapsi e la permanente depolarizzazione della sua membrana. Si verificano G01_3_Fitopatologia.indd 119 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini