1.2.9 Sistema riproduttore

G 12 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE sericipare, salivari, velenifere, faringee, anali, produttrici di sostanze repulsive e di difesa, odorose e inebrianti, nonché le ghiandole della muta, quelle annesse ai genitali femminili e quelle produttrici di feromoni (sessuali, di allarme, marcanti e inibitori). Il sistema endocrino è rappresentato da cellule neuricrine, corpi cardiaci, corpi allati e ghiandole toraciche. Le prime sono situate nei lobi protocerebrali e secernono l ormone cerebrale, attivante l intero sistema endocrino. I corpi cardiaci si trovano ai lati dell aorta e riversano gli ormoni nel sangue dopo averne probabilmente modificato la struttura chimica. I corpi allati sono posizionati ventralmente ai corpi cardiaci e secernono la neotenina, od ormone giovanile, che consente il mantenimento dell insetto nella forma giovanile; nelle femmine adulte i corpi allati producono l ormone gonadotropo che induce la maturazione degli oociti. Le ghiandole toraciche si trovano tra il capo e il torace e, sotto lo stimolo dell ormone cerebrale, producono l ecdisone od ormone della metamorfosi. 1.2.9 Sistema riproduttore. costituito dalle gonadi (testicoli nel maschio e ovaie nelle femmine), dai gonodotti (vasi deferenti nel maschio e ovidotti nelle femmine), dalla spermateca (presente nelle femmine con funzione di ricettacolo seminale degli spermatozoi), da ghiandole accessorie (secernenti sostanze attivanti e nutrienti per gli spermatozoi e, nelle femmine, secreto colleterico riversato nella vagina o all esterno) e dai genitali esterni (organo copulatore nel maschio e ovopositore nella femmina). Riproduzione. Consente la perpetuazione della specie e può avvenire con l intervento del maschio (anfigonia) o senza che l uovo sia stato fecondato dal gamete maschile (partenogenesi). I giovani possono nascere dalle uova dopo un periodo di incubazione più o meno lungo (oviparità) o subito dopo l ovodeposizione (ovoviviparità), avendo le uova già ultimato lo sviluppo embrionale; in altri casi i giovani sono partoriti in uno stadio di sviluppo più o meno avanzato, nel qual caso le uova si sono schiuse nel corpo della femmina (viviparità). La partenogenesi è distinta in: 1. anfitoca, o deuterotoca, se le uova originano individui di entrambi i sessi; 2. arrenotoca, se si hanno solo maschi; 3. telitoca, se vengono originate solo femmine. La partenogenesi può ricorrere ciclicamente (partenogenesi ciclica), alternandosi con quella anfigonica, oppure può riguardare individui della medesima specie, ma viventi in zone geografiche differenti (partenogenesi geografica). Un tipo di partenogenesi è quella conosciuta come pedogenesi, interessante individui che si trovano ancora in una fase giovanile dello sviluppo e che caratterizza le larve di alcuni ditteri cecidomidi. Alcune di queste, definite larve madri, invece di impuparsi, maturano uova dalle quali nascono poi larve figlie. Un particolare tipo di riproduzione è l ermafroditismo autosufficiente, che caratterizza individui con aspetto apparentemente femminile, ma nei quali coesistono testicoli ed ovari. Le uova fecondate originano altri individui ermafroditi, mentre da quelle non fecondate si hanno maschi aploidi. Questo tipo di riproduzione caratterizza il Monoflebide Icerya purchasi. G01_1_Fitopatologia.indd 12 15/06/18 09:22 S d u d S n n c c a ta e a E ta m r 1 2 3 r 1 tr p in 1 P n r p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini