19.1.3 Modulatori dei recettori rianodinici delle

G 120 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE conseguentemente stati di permanente sovreccitazione nervosa e muscolare, affaticamento muscolare, tremori, paralisi, disordini metabolici (principalmente disidratazione) ed infine la morte. Sono caratterizzati da attività antiacetilcolinesterasica i fosforganici e i carbammati (i quali bloccano l AchE impedendo la degradazione dell Ach attraverso i rispettivi processi di fosforilazione e carbamilazione). acetilcolino-mimetici. Questi preparati, mimetici dell Ach, attivano i recettori proteici acetilcolinici (nAChR) post-sinaptici. Si determina così uno stato di permanente apertura dei canali ionici Na1 dei recettori proteici post-sinaptici e la depolarizzazione della membrana delle terminazioni dei neuroni eccitatori, con conseguenti stati di sovraeccitazione nervosa e muscolare, affaticamenti muscolari, tremori, paralisi, disordini metabolici e morte. Rientrano in questo meccanismo d azione i neonicotinoidi (imidacloprid, thiacloprid, acetamiprid, thiametoxam, clotianidin). modulatori dei recettori acetilcolinici. Attivano i recettori proteici acetilcolinici (nAChR), sui quali si collocano in siti distinti da quello dell ACh e degli acetilcolino-mimetici (es. siti a per gli acetilcolino-mimetici; b, g e d per questo gruppo di composti). Essi non vengono degradati dall AchE, per cui prolungano l apertura del canale ionico del sodio nonostante la cessazione dell attività dell Ach in seguito all azione enzimatica della suddetta da parte dell AchE. Rimanendo quindi aperti i canali ionici Na1, con conseguente permanente depolarizzazione della membrana post-sinaptica, si giunge a uno stato di continua sovraeccitazione nervosa e muscolare, con affaticamenti muscolari, tremori, paralisi, disordini metabolici (es. disidratazione) e morte. Sono caratterizzati da questo meccanismo d azione gli spinosoidi (spinosad e spinetoram). gaba-bloccanti o gaba-antagonisti. I preparati con questo meccanismo d azione bloccano il GABA, attivatore dei canali del Cl2, per cui causano la chiusura permanente degli stessi nelle terminazioni dei neuroni inibitori e un conseguente stato di continua sovraeccitazione nervosa. Posseggono questo meccanismo d azione il vecchio cloro organico endosulfan (oggi non più ammesso) e il fenilpirazolo fipronil oggi utilizzato contro gli insetti negli allevamenti. gaba-agonisti e inibitori dei glutamato-recettori. Agiscono stimolando il rilascio del GABA da parte delle pre-sinapsi e inibiscono la funzionalità dei glutamato-recettori delle terminazioni dei neuroni inibitori, determinando l apertura permanente dei canali ionici Cl2 e uno stato di continua sovrainibizione muscolare con conseguente paralisi. Rientrano in questo meccanismo d azione le avermectine (abamectin, emamectin, ecc.). e io m r c r c s 1 c to ( te I ( p p r m in 1 p e p d r p d lu 19.1.3 Modulatori dei recettori rianodinici delle fibrocellule muscolari. Agiscono sui recettori rianodinici (RyR) presenti nel reticolo sarcoplasmatico (detto anche reticolo sarcoplasmatico del Veratti, suo scopritore) che avvolge ogni miofibrilla delle fibrocellule muscolari e ha la funzione di regolare la concentrazione degli ioni Ca11 attorno alle miofibrille. Quando il segnale nervoso giunge alla fibrocellula muscolare gli ioni Ca11, trattenuti (sequestrati) da specifiche proteine (sequestrine) della membrana interna del reticolo sarcoplasmatico, vengono rilasciati dai recettori rianodinici G01_3_Fitopatologia.indd 120 5/30/18 9:02 AM lo fo s c a in

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini