19.1.4 Attivi sulla respirazione cellulare

ao- (i o- ci ra ani - ci oo a o i a oa- - ce a o o el loi). oe e 1 e mci INSETTICIDI, ACARICIDI, NEMATOCIDI, MOLLUSCHICIDI E RODENTICIDI G 121 e si riversano nel cytosol cellulare causando una fase di contrazione muscolare. Gli ioni vengono poi rapidamente ricatturati tramite la pompa del calcio esistente nelle membrane del reticolo sarcoplasmatico e la fibrocellula muscolare torna nella fase di rilassamento. Tutto questo meccanismo si svolge in tempi rapidissimi. Alcuni insetticidi appartenenti al gruppo delle diammidi (es. clorantraniliprole e cyantraniliprole) determinano il rilascio incontrollato degli ioni Ca11, esaurendo le riserve presenti nel reticolo sarcoplasmatico e determinando l arresto immediato delle contrazioni motorie con conseguenti stati di atassia (perdita della coordinazione muscolare), paralisi e morte dell insetto. 19.1.4 Attivi sulla respirazione cellulare. Agiscono a livello dei mitocondri che, come noto, sono la sede dei processi respiratori. Alcuni operano sulla catena respiratoria; inibiscono il trasporto degli elettroni e per tale motivo sono anche definiti METI (dall inglese Mitochondrial Electron Transport Inhibitors ) e, a seconda del componente inibito (complesso I, II, III) vengono distinti in METI-I, METI-II e METI-III. Ai METII appartengono quinazoline (fenazaquin), pirazoli (tebufenpirad ), fenossipirazoli ( fenpyroximate), piridazinoni ( pyridaben); ai METI-II gli amidinoidrazoni, prodotti peraltro non disponibili in Italia; ai METI-III i naftochinoni (acequinocyl). Altri preparati agiscono a livello del processo di fosforilazione ossidativa, fase terminale della respirazione, durante la quale l energia liberata nella catena respiratoria permette la formazione di ATP a partire da ADP. A seconda del tipo di interferenza, vengono distinti in inibitori e disaccoppianti. G 19.1.5 Regolatori di crescita (IGR 5 Insect Growth Regulators). Comprendono i preparati che sono in grado di inibire o interrompere i processi di sviluppo degli insetti e possono essere riferiti a quattro categorie. inibitori della sintesi della chitina; mimetici (agonisti) dell ormone giovanile o neotenina, indicati anche come juvenoidi; inibitori dell ecdisone (ormone della metamorfosi); mimetici (agonisti) dell ecdisone e indicati con il termine MAC (Moulting Accelerating Compounds 5 composti acceleratori della metamorfosi). I chitino-inibitori svolgono una interferenza negativa con la chitino-sintetasi, enzima preposto alla sintesi della chitina. Viene conseguentemente impedita la deposizione della chitina nello strato endocuticolare, per cui al momento della muta si verifica la rottura del tegumento con conseguente morte dell insetto. I chitino-inibitori agiscono per contatto, penetrando attraverso il corion dell uovo, e per ingestione, comportandosi nel primo caso come ovicidi e nel secondo come larvicidi. Nell ambito di questi IGR sono attualmente compresi diflubenzuron, triflumuron, lufenuron, buprofezin e cyromazine. Gli juvenoidi sono composti mimetici della neotenina (derivato metilico del farnesolo, secreto dai corpi allati dell insetto) che ritardano la trasformazione in adulto della forma giovanile impedendo la metamorfosi, non le mute (che intervengono solo con la sostituzione della cuticola). La larva che ha assunto il prodotto per ingestione o per via cuticolare forma una crisalide che conserva ancora caratteri larvali, per cui non riesce a dare l adulto oppure, se questo riesce a sfarfallare, è comunque malformato e non è in grado di procreare. G01_3_Fitopatologia.indd 121 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini