19.3.2 Composti di origine vegetale

G 124 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE opportunamente il dosaggio. Frequentemente gli oli minerali vengono impiegati anche come coadiuvanti di altri agrofarmaci (principalmente erbicidi ed insetticidi) dei quali incrementano l adesività e la penetrazione. A questo proposito occorre tenere presente che gli oli bianchi non sono compatibili con i prodotti contenenti zolfo (compresi i polisolfuri) per cui, al fine di non incorrere in fenomeni fitotossici, è necessario evitare trattamenti ravvicinati a meno di due settimane. 19.3.2 Composti di origine vegetale Rotenone. Oggi revocato a causa della sua elevata tossicità per l uomo, veniva estratto dalle foglie e principalmente dalle radici di varie piante tropicali appartenenti in maggioranza alle papilionacee (Derris, Tephrosia, Longocharpus, ecc.). Quassine. Erano disponibili sotto forma di trucioli di legno quassio o chips ricavati da alcune specie tropicali dei generi Quassia e Picrasma. Non essendo tossiche per i pronubi sono state utilizzate in passato per la lotta contro gli adulti delle trentredini di fruttiferi. Oggi sono del tutto o quasi scomparse dall impiego. Veratrine. Sono alcaloidi ricavati dai grani di Sabadilla (Schoeonocaulon officinale) e da piante del gen. Veratrum. Agiscono attraverso una lenta azione di contatto per cui non trovano applicazioni pratiche in agricoltura, ma vengono utilizzate per la lotta contro gli ectoparassiti di animali domestici. Piretrine. L efficacia insetticida di polveri ottenute dalla macinazione dei capolini di alcune specie spontanee di Chrysanthemum (5 Pyrethrum) era già conosciuta presso Persiani, Russi e Cinesi. In tempi più recenti un azione anche superiore è stata riscontrata nel Pyrethrum cinerariaefolium, composita coltivata soprattutto in Kenia e Tanzania, i cui fiori essiccati contengono circa l l,5% di piretrine. Le piretrine naturali sono degli esteri la cui parte acida è un derivato del ciclopropano (acido crisantemico o acido piretrico), mentre quella alcolica è costituita da derivati del ciclopentano. Le piretrine agiscono sugli insetti prevalentemente per contatto come neurotossici, determinando la depolarizzazione permanente della membrana degli assoni attraverso la chiusura dei canali Na1. Le principali caratteristiche di tali prodotti sono la notevole azione abbattente (knock down) nei confronti degli insetti, la bassa tossicità verso l uomo e gli animali a sangue caldo e infine l instabilità alla luce. Essendo termo e fotolabili sono soggette a rapida inattivazione per cui vengono spesso formulate in associazione con prodotti sinergizzanti e antiossidanti, fra i quali il più impiegato è il piperonilbutossido (olio ricavato per distillazione dal legno di una pianta esotica). Nonostante ciò la loro azione non basta ad assicurare una protezione sufficientemente prolungata e per tale motivo trovano impieghi limitati in agricoltura, soprattutto per la realizzazione di produzioni biologiche . Azadirachtin (Azadiraetina). una sostanza attiva estratta dai semi della pianta del Neem (Azadirachta indica). Agisce come regolatore di crescita, alterando lo sviluppo degli insetti durante gli stadi pre-immaginali e inibendo anche la formazione dell ecdisone. Svolge pure un azione disappetente e repellente, riduce la fecondità di diversi insetti e la vitalità delle loro uova. Agisce per contatto ed ingestione, è caratterizzato da un attività translaminare e sistemica qualora sia assorbito per via radicale. impiegabile su numerosissime piante (ortive, fruttiferi, colture industriali, floreali ed ornamentali, funghi coltivati, cereali immagazzinati, ecc.) ed è efficace contro afidi, cicaline, aleirodidi, tripidi, minatori fogliari, larve di lepidotteri (comprese le nottue), coleotteri dei cereali G01_3_Fitopatologia.indd 124 5/30/18 9:02 AM im d O a c 1 C m e n in ta a n a d a r d u d F fo r p c fo in in p d r s r r s m

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini