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G 126 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE inizialmente preferiti per la loro inferiore tossicità acuta. Per contro, proprio la tossicità acuta rappresenta per i vertebrati uno dei maggiori difetti dei fosforganici, unitamente alla scarsa selettività di molti composti nei confronti degli organismi utili. I fosforganici sono in grado di raggiungere il corpo degli insetti per contatto, ingestione (diretta o indiretta per via sistemica) e inalazione. L azione di contatto è in genere prevalente, ma è spesso accompagnata in diversa misura anche dalle altre due modalità, che talvolta possono essere molto marcate. A prescindere dalla modalità di penetrazione, il meccanismo tossico coinvolge il sistema nervoso e in particolare l acetilcolinesterasi, un enzima presente a livello delle sinapsi (per tale motivo i fosforganici vengono definiti antiacetilcolinesterasici ). L inibizione si realizza attraverso una reazione tra il fosforganico, che si sostituisce al substrato, e l enzima che viene fosforilato e non è più in grado di esercitare la sua azione. In base alla loro affinità chimica i fosforganici attualmente disponibili sono inseriti in due gruppi: fosforotioati o tiofosfati (clorpirifos, clorpirifos-methyl); fosforoditioati o ditiofosfati (dimethoate, malathion, phosmet). Di seguito sono presentati sinteticamente le sostanze attive disponibili in Italia, tenendo presente che sono stati eliminati dal commercio numerosi prodotti già largamente impiegati (es. acephate, phorate, parathion, parathion-methyl, chlormephos, terbuphos, azinphos-methyl, diazinone, methidation, fenthion, metamidophos, trichlorphon, phosalone, oxydemeton-methyl, vamidothion, fenitrothion). clorpirifos. Agisce per contatto, ingestione e inalazione. Presenta una limitata attività residuale sulle foglie per la sua rapida volatilizzazione, mentre nel terreno è molto più persistente fissandosi alle particelle del suolo e alla sostanza organica. Per tali caratteristiche è particolarmente efficace nella lotta contro gli insetti del terreno come elateridi e nottue; è indicato anche per la lotta contro i lepidotteri della parte aerea (ricamatrici, carpocapsa, ecc.) e possiede una notevole attività contro le neanidi dei diaspini. clorpirifos-methyl. Attivo prevalentemente per contatto e ingestione, secondariamente in fase di vapore. Non ha proprietà sistemiche, ma è dotato di una leggera capacità citotropica. caratterizzato da un elevato potere abbattente e da una rapida degradazione dei residui. La sua attività insetticida interessa particolarmente le larve dei lepidotteri (ricamatrici in particolare), dei coleotteri e delle neanidi delle cocciniglie. dimethoate. caratterizzato allo stesso tempo da un azione tossica di contatto e da proprietà sistemiche e citotropiche. L assorbimento è rapido sia attraverso le foglie sia attraverso le radici. efficace contro una vasta gamma di fitoparassiti come mosca e tignola dell olivo, mosca della ciliegia, mosca della frutta e altri ditteri fitofagi, afidi, ecc. Viene rapidamente metabolizzato dagli animali e dalle piante. malathion. Dapprima revocato, è stato riammesso in seguito a una nuova registrazione, in base alla quale è impiegabile sugli agrumi contro la mosca mediterranea (Ceratitis capitata). phosmet. Agisce per contatto e, secondariamente, per ingestione. inoltre caratterizzato dalla capacità di essere assorbito dagli organi vegetali trattati (potere citotropico). Presenta una buona prontezza d azione unita a una buona persistenza. Il suo spettro d azione è vasto. G01_3_Fitopatologia.indd 126 5/30/18 9:02 AM 1 fa a tr d v c c u O v g ti p c a c c id fu a M s r s M g n O c g m r P c s g 1 tu s p il

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini