19.3.6 Ossadiazine

a an, ali, il o sa ani o a e. ci e e ia o e ti è ci ns. li di oe, n, a. i, e, INSETTICIDI, ACARICIDI, NEMATOCIDI, MOLLUSCHICIDI E RODENTICIDI G 129 Cypermethrin (Cipermetrina). efficace contro lepidotteri e rincoti omotteri delle colture erbacee e arboree. Attualmente vengono commercializzati diversi isomeri (alfa, beta, zetacipermetrina), caratterizzati da un più elevato grado di efficacia; alcuni, grazie al breve periodo di carenza, sono particolarmente indicati per la difesa delle colture ortive. Deltamethrin (Deltametrina). dotato di una elevatissima efficacia insetticida che consente l impiego di bassissimi dosaggi. Per il breve periodo di sicurezza, è particolarmente idoneo per l impiego su numerose piante ortive. La sostanza attiva è utilizzata anche in trappole per la coltura di ditteri tefritidi, per la disinfestazione degli ambienti ad uso civile e per il ricovero degli animali, i magazzini per la conservazione delle derrate e i locali di preparazione degli alimenti, nonché per la disinfestazione dei cereali in granella immagazzinati. Etofenprox. un fenossibenziletere, con caratteristiche paragonabili a quelle degli altri piretroidi. Presenta un ampio spettro d azione per cui è impiegato su numerosissime colture (ortive, erbacee, piante da frutto compresi i fruttiferi minori) per il contenimento delle infestazioni di numerosi insetti (aleirodidi, tripidi, tignole, altiche, tentredini, ecc.). Lambda-cyhalothrin (Lambdacialotrina). efficace contro numerosi insetti (afidi, tripidi, aleirodidi, nottue defogliatrici e perforatrici, dorifora, cleono, altica, lisso, casside, ecc.) e impiegabile su svariate piante (fruttiferi, ortive, cereali, oleaginose, foraggere, tabacco, patata, floricole ed ornamentali). Tau-fluvalinate. efficace soprattutto contro tutte le specie di afidi che danneggiano fruttiferi, grandi colture, piante ortive e ornamentali. Presenta una notevole selettività verso l ape per cui, in idonea formulazione, viene utilizzato anche per la lotta contro la varroa. Tefluthrin (Teflutrin). In formulazione microgranulare, viene impiegato per la disinfestazione del terreno contro elateridi e altri insetti a habitat terricolo, nonché contro miriapodi. Presenta un elevato grado di selettività nei confronti delle diverse piante per cui è impiegato comunemente per la disinfestazione del terreno da coltivare a ortaggi, senza ledere minimamente la germinabilità dei semi. In associazione ai neonicotinoidi (es. imidacloprid) viene utilizzato per la concia del seme della barbabietola da zucchero. Zeta-cypermethrin (Zetacipermetrina). l isomero zeta del cypermethrin, anch esso dotato di maggiore attività biologica e persistenza. G 19.3.6 Ossadiazine. Sono caratterizzate da un meccanismo di tipo neurotossico, a livello della membrana assonica, determinando la chiusura dei canali dello ione Na1 e la depolarizzazione permanente della membrana, con conseguente interruzione nella trasmissione degli impulsi nervosi. Indoxacarb. Attivo prevalentemente per ingestione e contatto sulle larve (su alcune specie possiede anche attività ovicida). caratterizzato da una bassa tossicità e da un profilo residuale molto favorevole, tanto da renderlo assai interessante in orticoltura. Possiede una spiccata attività insetticida nei confronti delle nottue, anche contro quelle più difficoltose da combattere (Helicoverpa armigera, Spodoptera littoralis, Spodoptera exigua, Chrysodeixis chalcites). molto efficace contro le larve dei tortricidi ricamatori e contro le tignole della vite, qualora venga impiegato contro queste ultime in fase di ovodeposizione-uova con testa nera. G01_3_Fitopatologia.indd 129 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini