SEZIONE G

sa e o n o ne, e li a e a a ae a oo me di e e di e e iri nù e il n i. l- INSETTICIDI, ACARICIDI, NEMATOCIDI, MOLLUSCHICIDI E RODENTICIDI G 131 la cuticola e quindi il normale svolgimento delle mute, causano la morte dell insetto. Su diversi lepidotteri (Cydia pomonella, C. molesta, C. funebrana, Lobesia botrana, Eupoecilia ambiguella, microlepidotteri minatori) riescono a svolgere attività ovicida sulle uova appena deposte o che sono deposte su parti trattate, penetrando attraverso il corion per poi interferire sulla differenziazione dei foglietti embrionali, impedendo lo sgusciamento della larva. Comprendono il gruppo chimico delle benzoiluree (attualmente ridimensionato dalla revisione europea), buprofezin e cyromazine. diflubenzuron. Capostipite delle benzoiluree. Esso svolge, su alcune specie, un notevole effetto ovicida (es. su microlepidotteri minatori e carpocapsa). Agisce sugli stadi post-embrionali prevalentemente per ingestione. Questo fatto, unito al suo particolare meccanismo di tossicità, conferisce al prodotto buone doti di selettività nei confronti degli insetti utili. inoltre caratterizzato da una bassa tossicità e da buone doti di persistenza sulla pianta. I suoi principali campi d impiego sono rappresentati dai microlepidotteri minatori delle pomacee, dalla carpocapsa, dalle uova bianche della psilla del pero e dalle larve di alcuni lepidotteri defogliatori delle foreste (es. Thaumetopoea pityocampa, Lymantria spp., Hyphantria cunea, ecc.). lufenuron. una benzoilurea utilizzata oggi solo in serra sulle colture ortive (melanzana, peperone, pomodoro), su ornamentali e sulla fragola. Trova impiego in esca pronta all uso per la mosca della frutta. triflumuron. un altra benzoilurea impiegata, con finalità ovicida, sulle pomacee (melo e pero) contro Cydia pomonella e C. molesta, sulle drupacee contro Cydia molesta, C. funebrana e, con maggiore efficacia, nei confronti dell Anarsia lineatella. altresì efficace contro i microlepidotteri delle pomacee e del pesco e svolge una notevolissima attività nei confronti della Zeuzera pyrina. buprofezin. un tiadiazinone efficace sugli omotteri. Parzialmente citotropico, non sistemico, agisce per contatto, ingestione e asfissia. Oltre a bloccare la crescita dei diversi insetti, interferendo nei processi di chitino-sintesi, svolge anche un azione sterilizzante. Il preparato presenta una notevole attività nei confronti delle neanidi di diversi diaspini (Quadraspidiotus perniciosus, Aonidiella aurantii, ecc.), degli Pseudococcini (Planococcus citri, Pseudococcus ficus, Pseudococcus longispinus, Heliococcus bohemicus, ecc.) e della cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae). altresì efficace contro gli aleirodidi (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci ). Il suo impiego è ora ammesso solo su colture floreali e ornamentali contro le neanidi delle cocciniglie e gli aleirodidi. cyromazine (Ciromazina). un composto triazinico, sistemico, spiccatamente attivo nei confronti dei ditteri agromizidi (Lyriomyza spp.) su numerose colture ortive e su piante ornamentali (gerbera, garofano, crisantemo, gipsofila). Agisce in maniera prolungata in seguito ad applicazioni fogliari, ma è altrettanto efficace se somministrato con impianto irriguo a goccia o a manichetta, nel qual caso è assorbito dalle radici e si diffonde nell intera pianta. Juvenoidi. Come già ricordato, sono mimetici dell ormone giovanile (o neotenina) e agiscono impedendo la metamorfosi. fenoxycarb. chimicamente un carbammato e rappresenta il capostipite dei composti juvenoidi. Oggi revocato a causa dei suoi effetti negativi sui bachi da seta e sulle api, è stato utilizzato sulle pomacee (melo e pero) contro carpocapsa, microlepidotteri minatori, cocciniglia di S. José e tortricidi ricamatori. G01_3_Fitopatologia.indd 131 G 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini