19.3.9 Inibitori della biosintesi lipidica

G 132 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE pyriproxyfen. un ossipiridina e agisce per contatto e ingestione. impiegabile contro gli aleirodidi (Bemisia tabaci e Trialeurodes vaporariorum) e come anticoccidico contro diversi diaspini degli agrumi (Aonidiella aurantii, Parlatoria spp., Aspidiotus nerii, Lepidosaphes spp., Saissetia oleae). Trova altresì impiego nella lotta larvicida contro le zanzare, in particolare contro la zanzara tigre (Aedes albopictus). Inibitori dell ecdisone. Trattasi di sostanze che agiscono come regolatori di crescita, alterando lo sviluppo degli stadi preimmaginali e inibendo la formazione dell ecdisone, bloccando l attività nutritiva e una riduzione delle ovodeposizioni. azadiractina. è ricavata dai semi dell albero del Neem (Azadirachta indica) (®Composti di origine vegetale). MAC (Moulting Accelerating Compounds). Agiscono come mimetici dell ecdisone per cui gli insetti vanno soggetti ad una muta prematura che li porta alla morte. Al momento sono state sviluppate due molecole (tebufenozide e metoxyfenozide) appartenenti al gruppo chimico delle diacilidrazine. tebufenozide. stato il primo MAC entrato nella difesa delle piante. Esso trova impiego, come larvicida, sulla vite contro le tignole, su melo e pero contro le tortrici ricamatrici, sugli agrumi contro la minatrice serpentina e sulle piante ornamentali e forestali contro il bruco americano (Hyphantria cunea). metoxyfenozide. Messo a punto successivamente al precursore tebufenozide. Rispetto a quest ultimo è efficace anche nei confronti dei tortricidi carpofagi (Cidia molesta, Cydia pomonella) e ricamatori. 19.3.9 Inibitori della biosintesi lipidica. Trattasi di composti chimici la cui azione si estrinseca interferendo con la biosintesi delle lunghe catene di acidi grassi, costituenti i lipidi di insetti e acari, rendendo impossibile la formazione della nuova cuticola al momento della muta. Spirodiclofen. il capostipite della famiglia degli acidi tetronici. Agisce principalmente per contatto e parzialmente per ingestione. La sua attività insetticida viene svolta nei confronti dei diaspini Quadraspidiotus perniciosus e Pseudaulacaspis pentagona e della psilla del pero (Cacopsylla pyri). Il preparato è efficace anche nei confronti di acari ed eriofidi. Il profilo tossicologico è molto buono essendo caratterizzato da una tossicità acuta molto bassa e da un ottima tossicità non essendo mutageno, teratogeno ed embriotossico. Esso è caratterizzato da una notevole selettività nei confronti dell artropodofauna utile (Acari fitoseidi, Ragni, Antocoridi, Coccinellidi, Sirfidi, Crisopidi, Carabidi, Imenotteri, Forficule), non costituisce rischi per l acqua di superficie e di falda, per il terreno e per l aria e presenta una notevole sicurezza per l operatore e il consumatore. Spirotetramat. un preparato di derivazione dell acido tetramico efficace contro la psilla del pero, le cocciniglie e gli afidi. Spiccata è la sua attività psillicida e nei confronti delle cocciniglie farinose. 19.3.10 Piridine Pymetrozine. Appartiene al gruppo chimico delle piridine azometine. Agisce attraverso il blocco dell alimentazione in alcuni gruppi di insetti (aleirodidi e afidi) con un meccanismo aspecifico non ancora chiarito. In seguito all assunzione del prodotto gli G01_3_Fitopatologia.indd 132 5/30/18 9:02 AM in r d a p F s c p 1 A S to a s o c d e la m S s r C ti s ti a s to o n ( s s li 1 C c C

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini