19.3.11 Composti di origine microbiologica

INSETTICIDI, ACARICIDI, NEMATOCIDI, MOLLUSCHICIDI E RODENTICIDI G 133 o ni, e insetti non sono più in grado di alimentarsi e muoiono per inedia nel volgere di un ridotto numero di ore. caratterizzato da un attività sistemica per cui viene assorbito dai tessuti della pianta e si distribuisce in maniera acropeta e basipeta in tutta la pianta attraverso i vasi conduttori. Trova impiego su piante ortive, patata, tabacco, agrumi e pesco contro afidi e aleirodidi. a, e, Flonicamid. Appartiene al gruppo delle piridine-carbossamidi. Traslocato per via si- ti r o al o, i, o o a, si ti al na a di a o ri, di il a n- an li stemica e acropeta attraverso i vasi xilematici, agisce contro gli afidi e gli aleirodidi. carratterizzato da una buona selettività, per cui è indicato per i trattamenti fogliari su pomacee e drupacee. 19.3.11 Composti di origine microbiologica Avermectine. Sono composti ottenuti per fermentazione del microrganismo terricolo Streptomyces avermitilis. Sono neurotossici e agiscono come GABA-agonisti o Glutamato-recettori inibitori. Comprendono abamectin ed emamectin-benzoate. a bamectin (Abamectina). Trova impiego soprattutto contro la psilla del pero (Cacopsylla pyri), la minatrice serpentina degli agrumi (Phyllocnistis citrella) e, su diverse ortive, contro le mosche minatrici (Lyriomyza trifolii e L. huidobrensis) e gli acari. caratterizzato da un attività translaminare ed è efficace per ingestione e per contatto diretto. Viene utilizzato anche in applicazioni endoterapiche su piante ornamentali. G mamectin-benzoate (Emamectina-benzoato). Svolge una notevole efficacia contro le e larve di tortricidi carpofagi (Cydia pomonella e C. molesta), fillominatori, nottue e ricamatrici; possiede un attività penetrante e translaminare. Spinosoidi. Sono sostanze derivate dal processo fermentativo di Saccharopolyspora spinosa, un batterio presente in natura nel terreno. Agiscono come modulatori dei recettori acetilcolinici, attraverso l attivazione dei recettori proteici acetilcolinici (nAChR), sui quali si collocano in siti distinti da quello dell acetilcolina (ACh) e degli acetilcolino-mimetici. Sono rappresentate dal spinosad e spinetoram. spinosad. una miscela di spinosin A e spinosin D, i due metaboliti più attivi derivan- ti dal processo fermentativo di Saccharopolyspora spinosa. Il prodotto esplica la sua attività insetticida per contatto e ingestione su numerosi insetti comprendenti tripidi su vite, fragola, ortive e ornamentali, Lyriomyza spp., tignole della vite, carpocapsa, tortricidi ricamatori, fillominatori delle pomacee (cemiostoma, litocollete) e di piante ornamentali (Cameraria ohridella), nottue, larve di lepidotteri defogliatori (processionarie, limantria, bruco americano, ecc.), coleotteri defogliatori di arboree ornamentali (Galerucella luteola), tentredinidi e cecidomidi sui fruttiferi minori , ecc. pinetoram. un preparato per specifici interventi contro il moscerino asiatico (Dros sophila suzukii ) e contro diversi altri insetti (tortricidi, psille, tripidi, tignola dell olivo, ecc.). 19.3.12 Diammidi Chlorantraniliprole (Rynaxypyr). un efficace preparato attivo per ingestione nei confronti di tortricidi, nottue, tignola e dorifora. Cyantraniliprole (Cyazypyr). efficace contro Drosophila suzukii. G01_3_Fitopatologia.indd 133 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini