19.5.3 Fosforganici

G 138 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE test del crescione che consiste nel verificare se i semi di crescione, seminati su una piccola superficie di terreno trattata, germinano regolarmente testimoniando la totale scomparsa di residui tossici. Metham sodio e metham potassio. Si tratta di ditiocarbammati liquidi (già descritti nel capitolo relativo ai fungicidi) che nel terreno umido liberano metilisotiocianato. Svolgono un attività prevalente contro funghi e malerbe e secondaria contro i nematodi. L applicazione va effettuata 4-8 settimane prima della semina o del trapianto e prima dell esecuzione di queste operazioni occorre eseguire una lavorazione superficiale per favorire la volatizzazione degli eventuali residui tossici. L assenza di residui fitotossici può essere accertata attraverso una prova test di germinazione con l utilizzo dei semi di crescione o di lattuga. 19.5.3 Fosforganici. Sono composti liquidi o granulari che agiscono per contatto e ingestione attraverso lo stesso meccanismo di inibizione dell attività enzimatica dell acetilcolinesterasi che viene svolta dagli insetticidi fosforganici. Formulati in granuli o in microgranuli, sono distribuiti nel terreno in maniera localizzata o a pieno campo. Ethoprophos. un nematocida-insetticida che agisce per contatto ed è privo di attività fumigante e sistemica. Come nematocida è attivo contro tutte le forme mobili dei nematodi. disponibile in formulazione granulare e liquida. Entrambe possono essere distribuite e incorporate al terreno con una fresatura, mentre dopo la semina o il trapianto occorre far seguire un irrigazione. La persistenza del prodotto è influenzata dal pH del terreno e viene sensibilmente ridotta nei terreni calcarei e alcalini. Il preparato è impiegabile su diverse colture ortive (non sulle ombrellifere, in quanto fitotossico), su tabacco, patata e agrumi, mentre su floricole ornamentali è consigliabile ricorrere a saggi preliminari per verificare l eventuale comparsa di fenomeni fitotossici. Fenamiphos. un nematocida sistemico in formulazione granulare, impiegato contro nematodi galligeni, cisticoli e fogliari, per trattamenti al terreno, al trapianto o dopo 10 giorni, per ortive (pomodoro, melanzana, melone, cetriolo, zucchino, cocomero) e ornamentali. Fosthiazate. un fosforganico attivo per contatto e via sistemica sui nematodi ecto ed endoparassiti, bloccandone il movimento in appena 3 giorni. Trova impiego per melanzana e pomodoro in serra con applicazioni con il sistema dell irrigazione a goccia o con manichette. 19.5.4 Carbammati. Sono rappresentati da prodotti granulari da distribuire nel terreno. Come i precedenti già descritti fra gli insetticidi, agiscono per contatto e ingestione con un meccanismo analogo a quello dei fosforganici e comprendono i seguenti elementi. Oxamil. un composto nematocida-insetticida con attività sistemica che, assorbito e rapidamente metabolizzato dalla pianta, non lascia residui nelle colture trattate. Della suddetta sostanza esistono la formulazione in microgranuli, adatta per essere interrata in pre-semina o in pre-trapianto, e quella liquida da utilizzare durante l intero ciclo della coltura tramite l impianto di irrigazione a goccia. ammesso su pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo, zucchino, melone e cocomero. 19.5.5 Piridinil-etil-benzammidi Fluopyram. Già omologato come fungicida, è utilizzabile in fertirrigazione contro i nematodi del genere Meloidogyne che infestano le colture orticole. G01_3_Fitopatologia.indd 138 5/30/18 9:02 AM 1 A r a 1 B li d c P ( s n P r p m 1 m c q d d m d b d to z in 1 n è v d m 1 u to d è è

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini