20.2 Mezzi chimici

G 142 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE La sterilizzazione con acqua bollente si presta anch essa per piccole quantità di terreno e comporta un elevato onere economico. Il trattamento con vapore surriscaldato trova applicazione per la disinfezione e disinfestazone del terreno delle serre o di semenzai stabili, ma anche per piccoli appezzamenti in pieno campo. Esso deve essere alimentato con impianti mobili trainati o semoventi. Il vapore prodotto da un generatore passa in tubazioni che lo conducono a organi di distribuzione che lo immettono nel terreno. Per piccoli quantitativi di terra o terriccio il tubo di conduzione del vapore viene introdotto nella massa chiusa in un contenitore (es. carriola munita di coperchio di chiusura e di un un tubo attraverso il quale viene fatto giungere il vapore surriscaldato prodotto da un generatore). 20.2 Mezzi chimici. Sono rappresentati da sostanze chimiche efficaci contro uno o più gruppi di parassiti viventi nel terreno. In genere si tratta di formulazioni specifiche per essere distribuite nel terreno e possono essere sotto forma gassosa, liquida e granulare. Le formulazioni granulari e liquide vengono incorporate al terreno, facendo poi seguire una lavorazione o un irrigazione. Le sostanze con attività fumigante sono iniettate nel terreno con apposite macchine che operano, per alcuni preparati, anche la contemporanea copertura con film plastico del terreno fumigato. A seconda del loro spettro d azione i mezzi chimici possono essere distinti in fungicidi, insetticidi e nematocidi. 20.2.1 Fungicidi. Sono rappresentati da dazomet, metalaxyl-M, metham-sodio, metham-potassio, propamocarb, tolclofos-methyl. 20.2.2 Insetticidi. Vengono in genere somministrati al terreno sotto forma microgranulare e possono essere utilizzati con distribuzione localizzata lungo la fila di semina o di trapianto, oppure a pieno campo. Essi sono rappresentati da clorpirifos, etoprophos, thiametoxam, lambda-cialotrina, teflutrin. A seconda della sostanza attiva, possono essere efficaci contro larve di elateridi, ditteri, tipule, melolontini, oziorrinchi, diabrotica, ecc., nonché contro miriapodi (es. Blaniulus guttulatus). Quelli con attività sistemica (thiametoxam, imidacloprid) sono in grado di esplicare la propria azione anche nei confronti di insetti viventi sulla parte aerea (afidi, tripidi, aleirodidi, agromizidi, altiche, dorifora, ecc.). 20.2.3 Nematocidi. Sono rappresentati da azadirachtin, cloropicrina, 1,3-dicloropropene, dazomet, etoprophos, fenamiphos, metham sodio, oxamil, phostiazate. In base alla loro formulazione e alle modalità di rilascio della sostanza tossica, essi possono essere distribuiti con microgranulatori o con macchine munite di organi atti a incorporare il preparato nel terreno. 20.3 Mezzi microbiologici. Per trattamenti del terreno contro alcuni insetti ed entità fungine possono trovare impiego anche alcuni microrganismi. Nematodi entomopatogeni quali Steinernema feltiae, S. carpocapsae e Heterorhabditis megidis trovano impiego contro alcuni insetti del terreno quali larve di oziorrinchi, carpocapsa, cidie del castagno, e di ditteri Sciaridi. Tra i funghi antagonisti di miceti tellurici rientrano Coniothyrium minitans, vivente a spese degli sclerozi di Sclerotinia minor e S. sclerotiorum e Trichoderma spp. Per il trattamento del terreno contro nematodi galligeni (Meloidogyne spp.), cisticoli (Heterodera carotae) e migratori (Pratylenchus spp.) è utilizzabile il batterio Bacillus firmus ceppo I-1582. G01_3_Fitopatologia.indd 142 5/30/18 9:02 AM G.1 2 U A s s a s a lo l d in c c e d s c s s l d s 1 2 e 0 r p b s p d e c ti 2 ( o u o d

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini