21.2 Concia insetticida

G 144 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Le colture più comunemente interessate alla pratica della concia delle sementi sono i cereali, la barbabietola da zucchero, molte orticole e floricole (anche a livello di tuberi e bulbi). Le sostanze attive utilizzate a riguardo sono le seguenti: thiram e rame come prodotti tradizionali di copertura ad ampio spettro; metalaxyl, metalaxyl-M e propamocarb per il contenimento di oomiceti; carboxin, vecchio prodotto sistemico della famiglia SDHI, particolarmente attivo su carie e carboni; fluxapyroxad e sedaxane, i più moderni SDHI; alcuni prodotti IBS come tebuconazole, difenoconazole, triticonazole, ipconazole, prothioconazole, prochloraz, imazalil; altri prodotti quali tolclofos metile, imexazole. Per i cereali è anche disponibile un conciante microbiologico a base del batterio Pseudomonas chlororaphis. 21.2 Concia insetticida. Le operazioni di concia con insetticidi di semi, tuberi e bulbi hanno lo scopo di proteggerli durante la loro permanenza nel terreno dagli attacchi di insetti aventi habitat terricolo e di proteggere le plantule dagli attacchi dei medesimi o di altri che attaccano la parte aerea delle plantule compromettendone lo sviluppo o causandone la morte con conseguenti perdite d investimento. Per la concia trovano impiego thiametoxam, thiacloprid, imidacloprid, imidacloprid 1 teflutrin. Per la barbabietola gli insetticidi vengono incorporati al materiale di confettatura. Attraverso l impiego di questi concianti è possibile preservare i semi in germinazione e le plantule dai danni di miriapodi, elateridi, mosche dei semi e, su bietola, anche da quelli di atomaria, altiche e afidi. G.1 22. Disinfestazione dei prodotti Per i semi di cereali, leguminose e composite destinati all alimentazione umana e degli animali o alla semina, nonché per altre sostanze (tabacco essiccato, pannelli di estrazione di semi oleosi, ecc.), occorre ricorrere a trattamenti disinfestanti nei confronti di attacchi in atto o a trattamenti di protezione da eventuali attacchi durante il loro periodo di stoccaggio. Per la protezione o la disinfestazione si può ricorrere a sostanze con attività residuale o a preparati con attività fumigante, ma non residuale. Rientrano fra le sostanze attive con attività residuale formulati di deltametrina in polvere secca o sotto forma di concentrato emulsionabile, quest ultimo anche già pronto per l uso. I formulati in polvere e quelli liquidi sono distribuiti uniformemente, tramite apparecchiature dosatrici, trattando il cereale durante il suo passaggio nelle coclee e sui nastri trasportatori. Il trattamento effettuato assicura la protezione della massa del cereale per diversi mesi (fino a 12 mesi) dagli attacchi dei più comuni insetti delle derrate. I preparati con attività non residuale rientrano nella categoria delle sostanze fumiganti. sono in grado di disinfestare cereali infestati, ma non di preservarli da successivi attacchi. Il preparato più largamente utilizzato è tuttavia la fosfina gassosa (PH3), rilasciata da preparati a base di fosfuro di Al (AlP) o di Mg (Mg3P2), disponibili in nastri o in pellet che liberano la sostanza fumigante in seguito all assorbimento dell umidità presente nell aria. Per la disinfestazione di masse di cereali si ricorre in genere a interventi con prodotti non residuali (es. PH3), per poi trattare la superficie della massa con prodotti residuali (es. deltametrina), onde formare una barriera protettiva per la massa sottostante fino al momento della sua movimentazione. G01_3_Fitopatologia.indd 144 5/30/18 9:02 AM G.1 2 D s a n in e v n p a s d c s to u ( p d tu c d im q m p n o m o a r

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini