23. Trattamenti post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli

i ri u e, o e tei o a r ae li li adi on lo e ui ee. i. ca e a. ti li al TRATTAMENTI POST-RACCOLTA DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI FRESCHI G.1 G 145 23. Trattamenti post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi Dopo la raccolta i prodotti vegetali continuano la loro attività fisiologica subendo trasformazioni di natura chimica e strutturale. Se nella fase iniziale tali modificazioni per alcune specie consentono il raggiungimento della fase edule, in seguito le stesse portano a uno scadimento qualitativo e alla compromissione spesso sostanziale del prodotto in fase di commercializzazione. Tuttavia le perdite non sono esclusivamente legate all aspetto fisiologico, ma possono essere causate anche dall insorgenza di fisiopatie o essere di natura fisica e, infine, devono essere messe in relazione all insorgenza di malattie di natura microrganica. Le perdite causate da mutamenti fisiologici, alle quali i prodotti ortofrutticoli possono andare incontro dopo la raccolta, sono associabili alla maturazione-senescenza, al proseguimento dell attività vegetativa (germogliazione, sfioritura, ecc.) e a perdite di acqua con conseguente avvizzimento e calo di peso. In particolare alla maturazionesenescenza si associano: variazioni della pigmentazione a causa della degradazione della clorofilla, che rende visibili pigmenti quali carotenoidi e flavonoidi celati in precedenza o sintetizzati; alterazioni della struttura della polpa con diminuzione della sua consistenza e conseguente minore succosità, presenza di spaccature, aumento di fibrosità; degradazione dell amido a zuccheri semplici che, per alcune specie, aumenta la dolcezza e l aroma mentre per altre ha ripercussioni negative (es. patate); anomalie del sapore. Molto importanti risultano le perdite causate da fisiopatie e, in particolare, da raffreddamento (mezzo comunemente usato per la conservazione degli ortofrutticoli freschi che può però portare, se non adeguatamente gestito, all insorgenza di veri e propri stress da freddo, con una serie numerosa di sintomi, tra i quali maculature, disfacimento dei tessuti, imbrunimenti, modificazioni di colore e aroma, ecc.), ma anche legate a un anomala composizione gassosa all interno delle celle, come l Atmosfera Controllata (AC) o il Basso Tenore di Ossigeno (ULO), utilizzati per prolungare la freschezza dei prodotti conservati. Si tratta spesso di danni da carenza di ossigeno o dovuti a eccessi di anidride carbonica. Altre fisiopatie sono quelle associate all illuminazione come l inverdimento dei tuberi di patata con produzione di glicoalcaloidi tossici. Le perdite di natura fisica riguardano specialmente le lesioni conseguenti a una inadeguata manipolazione del prodotto alla raccolta e nella fase di preparazione alla commercializzazione (da impatto, taglio, compressione, ecc.), mentre possono essere molto numerose e varie quelle causate da agenti patogeni batterici, ma soprattutto fungini, con presenza di marciumi che compromettono estremamente il prodotto. Inoltre alcuni patogeni (appartenenti ai generi Alternaria, Aspergillus, Fusarium e Penicillium) portano a danni non solo diretti, ma anche indiretti, quali la produzione di micotossine (aflatossine, ocratossina, patulina, ecc.), molto tossiche per il consumatore. Allo scopo di limitare quanto possibile le varie perdite sopracitate, si ricorre a diversi mezzi di difesa nella fase di post-raccolta che sono di tipo fisico, chimico e biologico, onde preservare i frutti e altre produzioni (patate), almeno per le produzioni destinate a media e lunga conservazione, da attacchi fungini o da alterazioni di natura non parassitaria. G01_3_Fitopatologia.indd 145 G 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini