23.1.5 Depurazione etilenica

e a e o e, o i. n e ni iei oo o o, o o ao è aa ee ) idi a eti na%. a odi m ) e TRATTAMENTI POST-RACCOLTA DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI FRESCHI G 147 fondamentali per la conservazione dei prodotti ortofrutticoli freschi. La modificazione dei due parametri gassosi mira a ridurre principalmente l attività respiratoria e con questa la senescenza e quindi anche l attacco dei patogeni (con concentrazioni di O2 fra 1,5 e 3%). Tenori di O2 particolarmente bassi (1%) agiscono direttamente anche sui patogeni (Penicillium sp., Monilinia spp., Botrytis cinerea). Un basso contenuto di O2 agisce anche sulla riduzione di alcune fisiopatie, come il disfacimento farinoso delle mele e quello interno delle pere, in quanto legate alla maturazione avanzata dei frutti. Anche il riscaldo superficiale delle pomacee può essere contenuto con bassi tenori di O2 e per evitare stress da anaerobiosi si ricorre all Atmosfera Controllata dinamica in cui l O2 viene alzato periodicamente. Elevati tenori di CO2 (.4-5%) sono parimenti in grado di rallentare la maturazione, grazie anche alla sua capacità di diminuire la produzione di etilene da parte dei vegetali. Elevati livelli di CO2, specie se prolungati, provocano però piuttosto frequentemente fitotossicità, odore di fermentato e perdita di sapore e aroma. 23.1.5 Depurazione etilenica. La presenza di etilene (naturalmente prodotto dai tessuti vegetali, specie se danneggiati, e presente comunque nell ambiente), che provoca aumento della velocità di maturazione e stimola i processi infettivi di svariati patogeni, deve essere limitata o bloccata nelle celle di conservazione attraverso tecniche di depurazione dell aria o trattamenti etilene-bloccanti. Si usano rispettivamente materiali adsorbenti o trattamenti gassosi con 1-MCP (1-metilciclopropene), che si sostituisce all etilene nei siti attivi della cellula vegetale. Risulta particolarmente efficace per mele e pere nei confronti del riscaldo superficiale, ma anche su actinidia, susine, banane, pomodori e meloni. 23.1.6 Condizionamento idrometrico. Il mantenimento delle elevate quantità di acqua presenti nei vegetali rappresenta lo scopo della conservazione degli ortofrutticoli freschi. Per limitare al massimo il fenomeno della traspirazione, si ricorre quindi a umidificatori, alla regolazione della ventilazione, ma anche all applicazione di cere o al confezionamento in film plastici. Gran parte di frutta e ortaggi si avvantaggia di umidità relativa maggiore dell 85%. Elevati tassi igrometrici favoriscono però, come è noto, gli attacchi dei patogeni; quindi occorre bilanciare adeguatamente tutti i parametri coinvolti. 23.1.7 Luce ultravioletta a basse dosi. L esposizione dei vegetali a basse dosi di UV-C induce la produzione di fitoalessine e la formazione di barriere fisiche che impediscono le infezioni di alcuni patogeni. Le dosi UV, alle quali sono state ottenute le più elevate riduzioni di marciumi, sono molto variabili in funzione della specie. 23.1.8 Radiazioni gamma. Sono utili ma ne è poco diffusa l utilizzazione, specialmente nel nostro Paese, per prevenire la germogliazione di patate, agli e cipolle, per ritardare la maturazione, ridurre le popolazioni di agenti fitopatogeni e patogeni per l uomo, uccidere patogeni e insetti nei prodotti destinati all esportazione, ecc. Occorre comunque considerare che le dosi di raggi gamma necessarie per limitare gli agenti patogeni sono spesso fitotossiche. 23.1.9 Bassa pressione. L abbassamento della pressione atmosferica agisce direttamente sull abbassamento del tenore di O2 con effetti analoghi all Atmosfera Controllata. Gli elevati costi della tecnica ne limitano la diffusione sostanzialmente ai trasporti oltreoceano, nei container, per esempio su prodotti quali mango, avocado e banane. Le condizioni ipobariche hanno anche azione fungistatica. G01_3_Fitopatologia.indd 147 G 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini