26. Prevenzione dall’intrusione di infestanti nei locali di

G 152 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Requisito primario per assicurare un buon livello di protezione dagli agenti infestanti è l introduzione, nei locali di stoccaggio, di cereali esenti da insetti, con un basso livello di umidità (13% per il grano) ed esenti da impurità e detriti. In merito alla presenza di insetti, al momento dell immagazzinamento, occorre ricordare che 10 insetti in 10 kg di frumento, in presenza di condizioni ideali di sviluppo e nel tempo di sei mesi, potrebbero originare una popolazione di 110 milioni di individui di Sitophilus granarius e oltre 2 miliardi di Oryzaephylus surinamensis. Relativamente alle tecniche di conservazione, queste sono rappresentate da mezzi fisici (trattamento con calore e refrigerazione). Il primo consiste nel trattare rapidamente il cereale con aria calda a 65 °C. Il secondo metodo sfrutta l inibizione esercitata dal freddo sull attività metabolica degli insetti, per i quali le temperature variano in funzione della specie entomatica. L arresto dell attività metabolica avviene a 5 °C per Tribolium castaneum, a 12,5 °C e 13,5 °C per Sitophilus granarium e S. oryzae, e a 18 °C per Rhizopertha dominica. La conservazione con gas inerti (azoto e anidride carbonica) costituisce un altro sistema di conservazione. Tutti i suddetti si sono dimostrati poco interessanti o non hanno superato la fase di sperimentazione. Attualmente si fa ricorso a preparati chimici che agiscono gassificando o a quelli agenti soprattutto per contatto. I primi sono rappresentati dall idrogeno fosforato che è liberato, in seguito all assorbimento dell umidità dell aria, da pastiglie di fosfuro di alluminio o di magnesio. Il gas riesce a uccidere gli infestanti presenti ma, non avendo potere residuale, la massa conservata è esposta a eventuali reinfestazioni da parte di insetti provenienti dall esterno. Per l impiego di questi gas è necessaria l abilitazione all impiego di gas tossici (R.D. 9/1/1927 n. 147). Per quanto riguarda le sostanze insetticide per trattamenti liquidi sul cereale che passa sui nastri trasportatori o negli elevatori, è attualmente utilizzata la deltametrina, attivata con piperonil butossido, in formulazione ULV pronta per l uso. Essa viene spruzzata direttamente sul cereale per prevenire attacchi o in caso di infestazioni in atto. Spesso viene utilizzata per il trattamento di superficie della massa in conservazione e precedentemente trattata con fosfina, per proteggerla da infestanti giunti dall esterno. I residui di deltametrina, alle dosi normali d impiego di 0,25 e 0,50 mg di s.a./kg, risultano inferiori ai limiti di legge (1 mg/kg per i grani e 0,25 mg/kg per semole e farine) e tali da non avere effetti sulla panificazione e sulla pastificazione e cottura delle paste. Il suddetto insetticida, in formulazione liquida emulsionabile, può trovare impiego per il trattamento delle superfici (pareti e pavimenti) dei magazzini, prima dello stoccaggio dei cereali. Infine, come mezzo di lotta, si può fare ricorso a catture massali di insetti all interno dei locali di stoccaggio, con l utilizzo di trappole a feromoni ed elettriche con lampada UV per insetti volatori, trappole a terra per insetti striscianti, trappole a colla, ecc. G.1 26. Prevenzione dall intrusione di infestanti nei locali di trasformazione degli sfarinati Per quanto riguarda gli stabilimenti di lavorazione degli sfarinati per la preparazione di paste alimentari, tortillas, biscotti, ecc., vengono scrupolosamente adottati sistemi e procedure atti a garantire che il prodotto finale sia esente da inquinanti di varia natura (organica e inorganica). G01_3_Fitopatologia.indd 152 5/30/18 9:02 AM in te p d r e p e fe r p p m G.1 2 2 v o v lo m m c m im r u d c c p to 2 in li a te a (

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini