27. Protezione delle ferite

PROTEZIONE DELLE FERITE ti o di g os A tal fine in ogni stabilimento è presente un programma di controllo degli animali infestanti (insetti, acari, roditori), che riporta la check list dei possibili infestanti all interno e all esterno dello stabilimento, la Ditta esterna incaricata per le disinfestazioni, le procedure di monitoraggio effettuate dal personale all uopo incaricato, e da intraprendere al ritrovamento degli artropodi, i prodotti chimici da utilizzare e il personale autorizzato alla distribuzione di PMC (presidi medico-chirurgici), le schede dei rilevamenti effettuati con cadenza settimanale, ecc. Una planimetria dettagliata dello stabilimento e le relative pertinenze riportano tutti i punti di posizionamento delle trappole per roditori (con esca velenosa per l ambiente esterno, meccaniche e con esca virtuale per gli interni, trappole elettriche a UV e a feromoni, adesive e a terra). Un audit esterno da parte di uno specialista certificherà, con ispezione annuale, quanto rilevato in occasione della visita effettuata all interno dei locali di stoccaggio delle materie prime, di deposito temporaneo del prodotto pronto per l immissione al consumo e delle pertinenze esterne dello stabilimento, indicando altresì quali siano gli eventuali provvedimenti da adottare per migliorare il programma di controllo degli animali infestanti. zi aa n r a eo li e di o di e sa, nn ti i) e. o c- o a di e a G 153 G.1 27. Protezione delle ferite 27.1 Prevenzione. Le piante sono esposte a eventi traumatici conseguenti all attività di animali o a quelle svolte dall uomo, manualmente o con l impiego di macchine operatrici (trinciaerba, falciatrici, erpici a dischi). I danni compiuti sui fruttiferi e sulle piante dei rimboschimenti, soprattutto se di giovane età, si rivelano spesso molto gravi in quanto, anche se le ferite vengono riparate, lo sviluppo delle piante è compromesso. Molto temibili sono pure i danni compiuti dai mammiferi (lepri e caprioli), tanto sulle piante da frutto che su quelle forestali, ma non meno temibili sono anche quelli su colture ortive (meloni e cocomeri in particolare) compiuti da nutrie e lepri negli ambienti di recente bonifica e nelle aree di ripopolamento della selvaggina. Per proteggere il fusto delle piante da frutto e dei rimboschimenti possono essere impiegati manicotti di rete metallica o di materiale plastico rigido oppure si può ricorrere al trattamento del fusto con preparati repellenti. Reti metalliche possono essere utilizzate per la recinzione degli appezzamenti a rischio al fine di impedire l entrata degli intrusi (es. lepri) nelle coltivazioni. I fili di supporto dei sistemi di allevamento e le legature possono causare strozzature che, oltre a impedire la circolazione della linfa, creano punti di minore resistenza in corrispondenza dei quali possono verificarsi rotture sotto il peso della produzione o per l azione di eventi atmosferici (piogge battenti, forti venti, nevicate, galaverna). I punti a rischio vanno protetti con spessori di materiale elastico, manicotti, distanziatori o quant altro possa favorire il regolare accrescimento delle parti legnose. G 27.2 Cura. Innanzitutto è necessario rimuovere le parti di tessuto morto o le parti inutili e rinnovare i tagli fino a raggiungere i tessuti sani per ottenere superfici di taglio lisce o con esposizione tale da favorire rapidi processi di asciugatura. Le ferite vanno adeguatamente protette al fine di evitare l insediamento di microrganismi fungini e batterici dannosi. Le superfici di taglio vanno poi prontamente disinfettate con preparati adeguati (es. sali di rame) ed eventualmente protette con preparati ad azione coprente (es. cere). G01_3_Fitopatologia.indd 153 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini