29.2 Difesa dagli eccessi di caldo e luminosità

MACCHINE PER LA DISTRIBUZIONE DEGLI AGROFARMACI o nelle parti perimetrali dell appezzamento, negli avvallamenti dove insistono maggiormente i ristagni di aria gelida o nei punti di ingresso delle correnti di aria fredda. Per alcune piante da frutto (meli in particolare) può essere utilizzata l irrigazione a pioggia come mezzo antibrina. Questa pratica sfrutta il fenomeno dell esotermia conseguente al congelamento dell acqua. Quando il termometro si avvicina a 0 °C vengono attivati gli irrigatori a pioggia e il ghiaccio che si forma intorno agli organi della pianta libera calore che, invece di disperdersi, va a beneficio dei suddetti e fa sì che la temperatura che li avvolge rimanga sopra il punto di congelamento. L irrigazione va proseguita ininterrottamente durante le ore della gelata e cessa quando inizia il disgelo del ghiaccio che ricopre gli organi della pianta. La quantità di acqua necessaria è pari a circa 1,5 mm di pioggia oraria, corrispondente a 1,25 hL di acqua per ettaro, pari a un volume di erogazione continua di 3,5 L/ha per secondo. e di o el s. sa tr) - 29.2 Difesa dagli eccessi di caldo e luminosità n li a e, e Gli eccessi di caldo e luminosità determinano ustioni dei tessuti, con conseguente strozzatura del fusto a livello del colletto nelle piante ortive di recente trapianto e provenienti dalle serre, nonché la comparsa di ustioni corticali che interessano il lato del fusto esposto a sud delle piante maggiormente sensibili (es. piante rimaste ombreggiate nei vivai con elevata densità d impianto) e di quelle che, vegetando a fianco di terrapieni o di superfici pavimentate o asfaltate, sono maggiormente soggette a riverbero. I danni da caldo possono essere contenuti evitando innanzitutto la messa a dimora di piante sensibili, soprattutto in posizioni dove è più influente l azione del riverbero. 29.3 Difesa dal vento. Il vento accentua il processo di traspirazione delle piante e da esso derivano danni conseguenti allo sfregamento di organi vegetativi con altre parti. Nelle località litoranee solleva la sabbia, che svolge un azione abrasiva sulle foglie, sul fusto e sui giovani frutti di piante ortive. I danni possono essere contenuti realizzando barriere frangivento con l utilizzo di piante vive (cipressi, pioppi, tamerici, ecc.), elevando pareti con materiale morto (es. frasche, cannuccia di palude, ecc.) oppure con muretti a secco eretti con materiale roccioso reperito sul posto. 29.4 Difesa dalla grandine. La grandine è l avversità meteorica più temibile essendo in grado di causare ferite a carico dei rami, di distruggere l apparato fogliare fino a scheletrizzarlo e di danneggiare in maniera più o meno grave le produzioni. Le ferite costituiscono inoltre il punto d ingresso di malattie, soprattutto batteriche (es. rogna dell olivo, colpo di fuoco, ecc.). Il sistema più in uso ed efficace per proteggere le piante dai danni della grandine è quello basato sulla realizzazione di strutture fisse con reti antigrandine. e n- r o . e li o osi e di a e ni n ré e oli ti G 155 G.1 G 30. Macchine per la distribuzione degli agrofarmaci (®Sezione L5 Meccanica agraria) Per la distribuzione degli agrofarmaci, o antiparassitari sono utilizzate macchine che, in funzione del formulato da distribuire, vengono distinte in: irroratrici per le miscele liquide; polverizzatrici per le polveri; microgranulatrici per la distribuzione di preparati microgranulari; fumigatrici per la distribuzione di gas o liquidi fumiganti. G01_3_Fitopatologia.indd 155 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini