30.1 Aeromobili

G 156 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE 30.1 Aeromobili. Aerei ed elicotteri possono essere sfruttati per l esecuzione di in- 5 s terventi antiparassitari su ampie superfici e con adeguata giacitura, ma con risultati di efficacia inferiori a quelli ottenibili con le macchine che operano a terra. I mezzi aerei hanno una bassa capacità di carico, per cui devono necessariamente distribuire una bassa quantità di miscela per unità di superficie; pertanto è necessario aumentare adeguatamente la concentrazione della miscela per assicurare la distribuzione della necessaria dose/ettaro di prodotto. Per l impiego degli aeromobili è richiesta un adeguata organizzazione a terra (base di atterraggio e rifornimento, segnalazione delle superfici che vengono via via interessate dal trattamento) e occorre operare in situazioni che possano evitare rischi di deriva del prodotto. G.1 31. Droni le p s s o s G.1 Trattasi di piccoli aeromobili noti come UAV (Unmanned Aerial Vehicle), Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), Apr (Aeromobili a pilotaggio remoto), a decollo e atterraggio verticali. Essi sono muniti in genere di quattro eliche, montate su altrettanti bracci, che girano orizzontalmente, per cui sono noti come quadricotteri, ma esistono anche droni muniti di un numero maggiore di eliche (6 o esacotteri, 8 o octotteri). Essi vengono comandati via radio da terra o programmati grazie a un programma di navigazione satellitare (GNSS). Sono dotati di una batteria di alimentazione che consente in genere un autonomia di 20-40 minuti (sufficienti per gli scopi per i quali sono utilizzati) e di volare ad una velocità intorno a 8 km orari. Il loro impiego è stato regolamentato dall ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) con Edizione 2° del 16/7/2015 (Disp. n. 32/DG del 16/7/2015). Questi aeromobili possono volare a non oltre 70 m di altezza, nel raggio di 200 m dal centro di comando, a una distanza di almeno 150 m da aree congestionate (zone residenziali, industriali, commerciali, sportive e in generale aree dove si possono avere assembramenti anche temporanei di persone) e a non meno di 50 m da persone. Nati per utilizzo militare, si sono poi rivelati utili in agricoltura per lo studio di immagini ad alta risoluzione, riprese a bassa quota, rilevamento e gestione di fattori limitanti (biotici ed abiotici) delle produzioni. Per tale finalità sono forniti di fotocamera o di termocamera (fotocamera a infrarossi), scattano foto multispettrali ad alta risoluzione che si collocano nello spettro dell infrarosso e in quello visibile, creando una visione complessiva della coltura monitorata, mettendo così in evidenza differenze vegetative presenti nell ambito delle coltivazioni causate da attacchi parassitari o da situazioni di carenza idrica e nutrizionale. Le immagini rilevate vengono inviate in automatico a un mini-PC che, munito di uno specifico software, consente di visualizzare quanto è stato rilevato dalla telecamera e di indicare quali siano i provvedimenti da adottare in base agli indici NDVI (Normalized Difference Vegetation Index) e SAVI (Soil Adjusted Vegetation Index). Un altro impiego dei droni è quello riguardante la distribuzione nelle coltivazioni di mais di apposite capsule (ovuli) contenenti uova di Trichogramma brassicae, a diverso grado di sviluppo embrionale, per la lotta biologica contro la piralide del mais (Ostrinia nubilalis). G01_3_Fitopatologia.indd 156 3 5/30/18 9:02 AM 3 P in s ta s d d s s s r d e m p c s g c in v g c z r c e fa p is

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini