SEZIONE G

ain d bie a a osi a l- me tn tli o in a e na a è a e e o ri ), R a ral ti 9 io ri, L EVOLUZIONE ORGANIZZATIVA E NORMATIVA DELLA DIFESA G 159 le misure, i tempi e gli indicatori per la riduzione dei rischi e degli impatti dell utilizzo dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull ambiente e sulla biodiversità . Il Piano, inoltre, si propone di promuovere lo sviluppo e la diffusione della difesa integrata e di tecniche di produzione e difesa alternative, con lo scopo di ridurre la dipendenza dai prodotti fitosanitari. Per il raggiungimento di tali obiettivi sono state definite sette azioni. a zione 1: formazione. Obbligatorietà (dal 26/11/2015) di un certificato di abilitazione (conseguibile attraverso specifici corsi di formazione ed esame finale) per gli operatori coinvolti nell uso professionale dei prodotti fitosanitari, suddivisi in tre categorie: utilizzatori, rivenditori, consulenti. La novità più significativa al riguardo è la figura del consulente per l utilizzazione dei prodotti fitosanitari, obbligatoria per le aziende coinvolte in programmi di difesa integrata volontaria, di produzione integrata volontaria e di produzione biologica. Di rilievo anche l obbligo della presenza presso le rivendite di esperti (prescrittori) deputati a informare gli acquirenti sull uso degli agrofarmaci e sui rischi connessi. azione 2: informazione e sensibilizzazione. Prevede iniziative di informazione (tra cui un sito web nazionale) sui rischi dei prodotti fitosanitari per l uomo e l ambiente e sui benefici delle tecniche a basso apporto di agrofarmaci, come la lotta integrata e biologica. Prevista, inoltre, l informazione preventiva alla popolazione interessata dai trattamenti con prodotti fitosanitari. a zione 3: controlli delle attrezzature per l applicazione dei prodotti fitosanitari. Obbligatorietà del controllo funzionale delle irroratrici (dal 26/11/2016) presso centri autorizzati e della taratura e manutenzione periodica da parte degli utilizzatori. azione 4: irrorazione aerea. Divieto generale del suo utilizzo, con deroghe in casi particolari. a zione 5: tutela dell ambiente acquatico e dell acqua potabile e riduzione dell uso dei prodotti fitosanitari in aree specifiche. Regioni e Province autonome possono limitare l uso di prodotti a rischio favorendo l adozione di misure alternative in aree extra-agricole (rete ferroviaria e stradale e aree frequentate dalla popolazione) e aree naturali in cui è presente l attività agricola (Siti Natura 2000 e aree protette). a zione 6: manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze. Obbligatorietà (dall 1/1/2015) dei requisiti minimi relativi al deposito dei prodotti fitosanitari e rispetto delle norme di prevenzione della contaminazione. a zione 7: difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari. Obbligatorietà della lotta integrata dall 1/1/2014. In Italia, allo scopo di non disperdere l esperienza della produzione integrata , sono stati previsti due livelli di difesa integrata, uno di base, più leggero, obbligatorio per tutte le aziende, l altro più impegnativo (detto anche di difesa integrata avanzata ), di tipo volontario. Il primo richiede l applicazione in maniera autonoma da parte dell azienda dei principi generali della difesa integrata (®Riquadro all. 3 della direttiva 128/2009 e del d.l. 150 del 14/8/2012), senza limitazioni cogenti per la scelta dei mezzi tecnici autorizzati, utilizzando gli strumenti informativi resi disponibili dai servizi pubblici. Il secondo prevede criteri di decisione sulle strategie d intervento (tempi e scelta dei prodotti) più stringenti, coadiuvati da servizi di assistenza; esso corrisponde in pratica al noto sistema italiano della produzione integrata (con relativi disciplinari certificati a livello regionale) e come questo continuerà a essere sostenuto attraverso meccanismi di sostegno pubblico. G01_3_Fitopatologia.indd 159 G 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini