SEZIONE G

G 160 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Allegato 3 Direttiva 128/2009/CE del 21/10/2009 e del d.l. 150 del 14/8/2012 Principi generali di difesa integrata 1. La prevenzione e la soppressione degli organismi nocivi dovrebbero essere perseguite o favorite in particolare da: rotazione colturale; utilizzo di tecniche colturali adeguate (per esempio falsa semina, date e densità della semina, sottosemina, lavorazione conservativa, potatura e semina diretta); utilizzo, dove appropriato, di cultivar resistenti/tolleranti e di sementi e materiali di moltiplicazione standard certificati; utilizzo di pratiche equilibrate di fertilizzazione, calcitazione e di irrigazione/ drenaggio prevenzione della diffusione di organismi nocivi mediante misure igieniche (per esempio pulitura regolare delle macchine e attrezzature); protezione e accrescimento di importanti organismi utili, per esempio attraverso adeguate misure fitosanitarie o l utilizzo di infrastrutture ecologiche all interno e all esterno dei siti di produzione. 2. Gli organismi nocivi devono essere monitorati con metodi e strumenti adeguati, dove disponibili. Tali strumenti dovrebbero includere, dove possibile, osservazioni sul campo, nonché sistemi di allerta, previsione e diagnosi precoce scientificamente validi, così come l utilizzo di pareri di consulenti qualificati professionalmente, nonché bollettini di assistenza tecnica. 3. In base ai risultati del monitoraggio, l utilizzatore professionale deve decidere se e quando applicare adeguate misure di controllo. Valori soglia scientificamente attendibili e validi costituiscono elementi essenziali ai fini delle decisioni da prendere. Per gli organismi nocivi, i valori soglia definiti per la regione, le aree e colture specifiche e condizioni climatiche particolari devono essere presi in considerazione, dove possibile, prima del trattamento. 4. Ai metodi chimici devono essere preferiti metodi biologici sostenibili, mezzi fisici e altri metodi non chimici se consentono un adeguato controllo degli organismi nocivi. 5. I prodotti fitosanitari sono quanto più possibile selettivi rispetto agli organismi da combattere e hanno minimi effetti sulla salute umana, gli organismi non bersaglio e l ambiente. 6. L utilizzatore professionale dovrebbe mantenere l utilizzo dei prodotti fitosanitari e di altre forme d intervento ai livelli necessari, per esempio utilizzando dosi ridotte, riducendo la frequenza dei trattamenti o ricorrendo a trattamenti localizzati, avendo cura che il livello di rischio per la vegetazione sia accettabile e che non aumenti il rischio di sviluppo di meccanismi di resistenza in popolazioni di organismi nocivi. 7. Dove il rischio di resistenza a un trattamento fitosanitario sia conosciuto e il livello di organismi nocivi richieda trattamenti ripetuti sulla coltura, le strategie antiresistenza disponibili dovrebbero essere messe in atto per mantenere l efficacia dei prodotti. Ciò può includere l utilizzo di diversi prodotti fitosanitari con diversi modi d azione. 8. Sulla base dei dati relativi all utilizzo dei prodotti fitosanitari e del monitoraggio degli organismi nocivi, l utilizzatore professionale dovrebbe verificare il grado di successo delle strategie di difesa applicate. G01_3_Fitopatologia.indd 160 5/30/18 9:02 AM Ac Ac Ac Ac Ad Afe Afi Afr Ag Ag Ale Ale An An An An Ap Arc Arg Arg Ari As As Att Ba Bib Bit Bo Bru Bu Ca Ce Ce Ce Ce Cic Cic Cim

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini