SEZIONE G

L EVOLUZIONE ORGANIZZATIVA E NORMATIVA DELLA DIFESA G 161 Richiamo di altre abbreviazioni utilizzate nel testo Acar. Acari Acant. Acantosomidi Acarid. Acaridi Acrolep. Acrolepidi Adelg. Adelgidi Afelenc. Afelencoidi Afid. Afididi Afrof. Afroforidi Agriolim. Agriolimacidi Agrom. Agromizidi Aleirod. Aleirodidi Aleirodic. Aleirodicidi An Anamorfo Anguin. Anguinidi Anob. Anobidi Antom. Antomidi Apion. Apionidi Arct. Arctidi Arg. Argidi Argir. Argirestidi Arion. Arionidi Asc. Ascomiceti Aster. Asterolecanidi Attel. Attelabidi Bas. Basidiomiceti Bibion. Bibionidi Bitur. Bituridi Bostr. Bostrichidi Bruch. Bruchidi Bupr. Buprestidi Carab. Carabidi Cecid. Cecidomidi Cef. Cefidi Ceramb. Cerambicidi Cercop. Cercopidi Cicad. Cicadidi Cicadell. Cicadellidi Cimb. Cimbicidi G01_3_Fitopatologia.indd 161 Cinip. Cinipidi Clorop. Cloropidi Cocc. Coccidi Col. Coleotteri Coleof. Coleoforidi Cor. Coreidi Coreut. Coreutidi Coss. Cossidi Cramb. Crambidi Cric. Cricetidi Cript. Criptofagidi Crisom. Crisomelidi Curcul. Curculionidi Depress. Drepressaridi Derm. Dermestidi Dermatt. Dermatteri Diasp. Disapididi Ditt. Ditteri Drioft. Drioftoridi Drosof. Drosofilidi Elater. Elateridi Eleomiz. Eleomizidi Elic. Elicidi. Elioz. Eliozelidi Epial. Epialidi Erioc. Eriococcidi Eriof. Eriofidi Eter. Eteroderidi Eulof. Eulofidi Eurit. Euritomidi Fam. Famiglia Ficit. Ficitidi Filloc. Fillocnistidi Filloss. Fillosseridi Fleotrip. Fleotripidi Flat. Flatidi Forfic. Forficulidi Gast. Gasteropodi Gelech. Gelechidi Gen. Genere Geom. Geometridi Gracill. Gracillaridi Imen. Imenotteri Iponom. Iponomeutidi Lasioc. Lasiocampidi Lepid. Lepidotteri Libit. Libiteidi Limac. Limacidi Limantr. Limantridi Lionez. Lionezidi Lonch. Loncheidi Mats. Matsucoccidi Megac. Megachilidi Mel. Meloidi Membrac. Membracidi Mir. Miridi Monofleb. Monoflebidi Nepticul. Nepticulidi Nimf. Nimfalidi Nitid. Nitidulidi Nott. Nottuidi Notod. Notodontoidi Omotom. Omotomidi Orob. Orobancacee Ort. Ortotteri Osc. Osceneimeridi Ostom. Ostomidi Pamf. Pamfilidi Papil. Papilionidi Pentat. Pentatomidi Pier. Pieridi Piral. Piralidi Platip. Platipodidi Plutell. Plutellidi Pseud. Pseudococcidi Psil. Psilidi Psill. Psillidi Ptilod. Ptilodactilidii Put. Putoidi Rican. Ricanidi Rinc. Rincoti Rop. Ropalidi Sacc. Saccaromiceti Saturn. Saturnidi Scarab. Scarabeidi Sciar. Sciaridi Scol. Scolitidi Scrof. Scrofulariacee Ses. Sesidi Scutell. Scutelleridi Sfing. Sfingidi Siric. Siricidi Stigmell. Stimellidi Syn. sinonimo Tars. Tarsonemidi Taum. Taumetopeidi Tefrit. Tefritidi Tel. teleomorfo Tenebr. Tenebrionidi Tentred. Tentredinidi Tetranich. Tetranichidi Tettig. Tettigonidi Tiatir. Tiatiridi Tilenc. Tilenchidi Tin. Tineidi Ting. Tingidi Tipul. Tipulidi Tisanott. Tisanotteri Torim. Torimidi Tortr. Tortricidi Trioz. Triozidi Trip. Tripidi Zigen. Zigenidi G 5/30/18 9:03 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini