3. Nematodi

G 18 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE La porzione anteriore a questo solco viene indicata come proterosoma, quella posteriore come isterosoma. Come gli insetti, gli acari hanno il corpo rivestito da un tegumento pluristratificato, il più profondo dei quali è l epidermide, dalla quale si dipartono condotti (porocanali) che, attraversando gli strati sovrastanti (strato di Schmidt, endocuticola, esocuticola, epicuticola), sboccano attraverso micropori nell epicuticola. La respirazione negli acari inferiori (es. nella superfamiglia Eriophyoidea) è cutanea, mentre in tutti gli altri gli scambi di ossigeno e anidride carbonica avvengono attraverso aperture stigmatiche o stigmi comunicanti con un sistema di trachee che si ramifica in tutto il corpo. La riproduzione avviene in genere per anfigonia, ma può avvenire anche per partenogenesi arrenotoca e telitoca. Gli acari sono generalmente ovipari; vi sono tuttavia specie ovovivipare e vivipare. Lo sviluppo post-embrionale presenta molte analogie con quello degli insetti e passa attraverso diversi stadi rappresentati da larva, protoninfa, deutoninfa e adulto negli acari della famiglia Tetranychidae; larva mobile, larva quiescente e adulto negli acari della famiglia Tarsonemidae; primo stadio ninfale, secondo stadio ninfale e adulto nella superfamiglia Eriophyoidea. Gli acari appartengono a diversi ordini e sono raggruppati in sottordini, superfamiglie e famiglie. Nell ordine Parasitiformes, sottordine Mesostigmata, è compresa la superfamiglia Parasitoidea (alla quale afferisce la famiglia Phytoseiidae, comprendente acari fitoseidi predatori); nel sottordine Metastigmata e nella relativa superfamiglia Ixodoidea afferiscono invece le zecche. All ordine Acariformes appartengono il sottordine Prostigmata con le superfamiglie Tarsonemidae (fam. Tarsonemidae e Pyemotidae), Rhaphignathoidea (fam. Stigmeidae), Tetranychoidea (fam. Tetranychidae e Tenuipalpidae), Cheiletoidea (fam. Cheyletidae) ed Eriophyoidea (fam. Nalepellidae, Eriophyidae, Rhyncaphytoptidae). Al sottordine Astigmata appartiene la superfamiglia Acaroidea con le famiglie Acaridae, Glycyphagidae e Carpoglyphidae. Infine, al sottordine Cryptostigmata afferiscono gli acari Oribatei, caratterizzati da un tegumento fortemente sclerificato. Gli acari fitofagi di interesse agrario appartengono alle famiglie Tarsonemidae, Tetranychiidae, Tenuipalpidae, Nalepellidae, Eriophyidae, Acaridae e Glycyphagidae. Alle famiglie Phytoseiidae, Stigmaeidae, Pyemotidae, Bdellidae, Trombidiidae, Anystidae ed Erythraeidae afferiscono, invece, specie zoofaghe predatrici di acari e insetti fitofagi. G.1 a r d e v m a c a d d c te s v s s le r G g c a m d e G.1 3. Nematodi Sono esseri vermiformi il cui corpo, bianco e allungato, non supera in genere, nelle specie di interesse agrario, il millimetro di lunghezza. Nelle specie parassite di animali la lunghezza varia, invece, da un centimetro a oltre un metro. Il loro corpo è costituito da un sacco epitelio-muscolare all esterno del quale si trova la cuticola, liscia o con striature longitudinali o trasversali. G01_1_Fitopatologia.indd 18 4 In c a ta e c s v G.1 FIG. 1.3 Rappresentazione schematica morfologica di una femmina di Meloidogyne sp. 15/06/18 09:23 5 S c p 1

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini