SEZIONE G

) zmo e A Acero (Acer campestre, A. negundo, A. palmatum, A. pseudoplatanus, ecc.) e Eriofide galligeno dell acero di monte* (Aceria macrorrhynchus; Acar. Eriof.). Attacca l acero di monte (Acer pseudoplatanus), sulle cui foglie determina la comparsa di galle isolate di colore variabile dal verde chiaro al rosso scuro, sporgenti sulla pagina superiore e munite di un piccolo ostiolo aperto sulla pagina inferiore. DIFESA: non necessaria. c ne a o- e el r e o si a n o, o. n o, r la comparsa di ampie placche feltrose di colore bianco lucente, costituite da numerosissimi peli ipertrofici papilliformi, in mezzo ai quali si trovano eriofidi in diversi stadi di sviluppo. DIFESA: non necessaria. Attacca l Acer campestris causando la comparsa, sulla pagina superiore delle foglie, di numerose galle rotondeggianti di colore rosso, con piccola apertura sulla pagina inferiore, nell interno delle quali si trovano i diversi stadi di sviluppo dell eriofide. DIFESA: non sono giustificati interventi. nti ia. Eriofide dell erinosi dell acero campestre* (Aceria eriobius; Acar. Eriof.). Determina Eriofide delle galle rosse dell acero campestre* (Aceria cephaloneus; Acar. Eriof.). 3 mo a i- la G 181 f Marciume del colletto* (Phytophthora cactorum; Oomycota). Il fungo è estremamente polifago, interessando piante arboree e arbustive, ma anche erbacee (es. fragola). Sul colletto e le radici si notano aree depresse che poi marciscono portando all indebolimento e alla morte più o meno graduale in funzione sia dell età dell esemplare sia in relazione all insediamento di patogeni secondari. DIFESA: la prevenzione risulta la difesa più consigliabile evitando, per esempio, di mettere a dimora le piante a profondità eccessive e i ristagni di acqua; risultano opportune la distruzione delle ceppaie infette e la disinfezione delle ferite e i tagli vicini al terreno con sali rameici. Applicazioni ai primi sintomi possono essere effettuate, dopo aver scalzato il colletto ed eliminato la corteccia infetta, con prodotti a base di rame, ma anche con sistemici (es. metalaxyl-M). G Antracnosi* (Aureobasidium apocryptum, syn. Gloeosporium apocryptum; Asc.). Tac- che angolose bruno-rossastre, anche numerose, compaiono sulle foglie; il disseccamento e l eventuale successiva caduta fogliare causano la compromissione estetica degli esemplari. I conidi si formano dagli acervuli presenti sulle foglie e gli attacchi sono tipici in concomitanza di stagioni primaverili e autunnali umide e piovose. DIFESA: non si prevedono interventi diretti tranne che con presenze consistenti nei vivai nei quali si può ricorrere ad applicazioni con prodotti a base di rame principalmente alla caduta delle foglie e alla ripresa vegetativa. Auspicabile è anche l eliminazione delle foglie infette cadute a terra. Cancri corticali* (Neonectria ditissima, syn. Neonectria galligena; Asc.). Il fungo cau- sa, sui rami, la comparsa di ampie aree depresse in corrispondenza di gemme o ferite, che si evolvono in aree cancerose che mettono a nudo i sottostanti tessuti legnosi. Nell ambito dei cancri si formano masserelle dall aspetto ceroso (sporodochi) e, più tardi, corpiccioli sferoidali rossastri (periteci). I conidi prodotti dagli sporodochi e le ascospore rilasciate dagli aschi dei periteci sono responsabili di nuove infezioni. DIFESA: intervento alla caduta delle foglie e all ingrossamento delle gemme con sali di rame; taglio e distruzione dei rami colpiti dai cancri. Cancro rameale** (Stigmina hartigiana, syn. Septogloeum hartigianum; Asc.). Si tratta di un fungo infeudato in particolare su A. campestre, negundo e platanoides. Il sintomo è rappresentato da piccoli cancri a livello dei giovani rametti e germogli che nel corso di mesi e anni causano il disseccamento della zona soprastante. La pianta può essere colpita G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 181 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini