Achillea

G 184 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE specialmente nei vivai, consiste nell evitare l impianto in terreni infetti, scegliere piantine sane disinfettando le radici con, per esempio, sali di rame, evitare di provocare ferite a colletto e radici con i mezzi di lavorazione visto che il microrganismo utilizza queste vie per la penetrazione all interno dei tessuti della pianta e disinfestare gli strumenti di taglio (es. ipoclorito di sodio). L immersione delle radici e del colletto delle piante prima della messa a dimora in una sospensione di cellule di un ceppo di Agrobacterium non patogeno (A. radiobacter ceppo K84) sarebbe efficace ma non risultano autorizzati preparati commerciali. Maculatura fogliare batterica* (Pseudomonas aceris; Gracilicutes). Batteriosi molto rara nei nostri territori e sulle nostre specie mentre risulta tipica dell acero giapponese. Le foglie presentano edemi sparsi sulla lamina che si trasformano in maculature necrotiche bruno-rossastre fino al disseccamento della zona interessata. DIFESA: non si prevedono interventi di difesa sia per la rarità della malattia, sia per l eventuale blanda filloptosi alla quale la pianta va soggetta. fis Clorosi e alterazioni cromatiche fogliari. Si tratta di alterazioni riscontrabili quasi esclusivamente su aceri giapponesi e su A. rubrum e A. saccharinum che, per poter fornire la tipica colorazione fogliare, necessitano di terreni acidi con basso contenuto di calcare attivo mentre gli aceri giapponesi preferiscono posizioni non di pieno sole che possono provocare ustioni fogliari così come gli esiti di escursioni termiche legate a errate irrigazioni per aspersione. Deperimento vegetativo dell acero saccarino. L Acer saccharinum è adatto a terreni profondi e ben drenati e manifesta spiccatamente la sua intolleranza al calcare attivo e ai ristagni con intense clorosi. Le foglie, che accartocciano verso l alto con necrosi internervali e punteggiature brunastre sulla lamina, sono destinate a cadere causando un progressivo indebolimento fisiologico della pianta, più soggetta ad attacchi patogeni e un chiaro danno estetico. Achillea (Achillea spp.) f Mal bianco* (Golovinomyces cichoracearum, syn. Erysiphe cichoracearum; Asc.). Si manifesta sugli organi erbacei con macchie farinose di colore bianco. Le parti colpite ingialliscono e disseccano. Le infezioni sono favorite da un andamento climatico caldoumido, ma senza piogge. DIFESA: ricorso a trattamenti con antioidici (zolfi, triazoli). C 2 a s p p n r d p C p lu u s e z d c E A s p ta in te g M ghe fino a 40-45 mm) compiono erosioni a carico della prima parte interrata delle piante, recidendole o compromettendone lo sviluppo. Gli attacchi si verificano in autunno e all inizio della primavera, ma sono alquanto sporadici. DIFESA: alla comparsa di piante avvizzite, con larve interrate alla loro base, intervento con i piretroidi consentiti sulla coltura. z a r d in a a Brachiceri* (Brachycerus algirus, B. undatus, B. albidentatus; Col. Curcul.). Gli in- M setti svernano allo stato adulto, talora allo stato di larva nel caso di ovodeposizioni tardive. In primavera depongono alcune decine di uova, isolate o in gruppetti di pochi elementi, alla base delle piante. Le larve (gibbose, bianche e con capo nero, lunghe circa 10-25 mm) danneggiano la parte interna del bulbo e, raggiunta la maturità in estate, compiono la metamorfosi per dare gli adulti sul finire dell estate. Questi fuoriescono r a s to m Aglio (Allium sativum) i p d ti r Agrotidi* (Agrotis segetum, A. ipsilon; Lepid. Nott.). Le larve (di colore grigio piombo, lun- G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 184 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini