SEZIONE G

ie e ti e m ti o oe si a si r o e e ni e nn e Si e o- ne, iz- nni hi re, o A Aglio (Allium sativum) G 185 per poi ripararsi prima dell arrivo dei primi freddi o rimangono in diapausa all interno delle loro celle pupali. DIFESA: delimitare i campi con solchi-trappola nei quali gli adulti vi cadono e non riescono poi a risalire; eventuali interventi chimici possono essere realizzati con insetticidi che agiscono per contatto. Cosside dell aglio** (Dyspessa ulula; Lepid. Coss.). Le larve (color carne, lunghe 20-25 mm) danneggiano la parte interna dei bulbi, riuscendo talora a svuotarli. Gli adulti (30-34 mm di apertura alare, con ali anteriori color nocciola chiaro e macchie sfumate più scure) volano in primavera. Le femmine depongono le uova alla base delle piante. Le larve raggiungono la maturità, in campo o in magazzino, dopo 35-40 giorni, per poi fuoriuscire e incrisalidarsi nelle anfrattuosità presenti in magazzino o nel terreno, rimanendo in diapausa fino alla primavera successiva per poi incrisalidarsi. Le larve rimaste in campo abbandonano in primavera il bozzolo di svernamento per incrisalidarsi entro un nuovo bozzolo. DIFESA: intervento, poco dopo il volo degli adulti, con preparati autorizzati; distruzione dei lotti infestati. Criocera* (Lilioceris merdigera; Col. Crisom.). Le larve divorano il parenchima della pagina superiore lasciando intatta l epidermide opposta. Gli adulti (di colore rosso e lunghi circa 6-10 mm) compaiono all inizio della primavera. Le femmine depongono le uova sul lato inferiore delle foglie. Le larve (color grigio sale con capo nero, rivestite di secreto mucoso, lunghe 6-8 mm) completano lo sviluppo in circa un mese compiendo erosioni fogliari. I nuovi adulti compaiono in giugno per originare una seconda generazione, i cui adulti trascorrono l inverno nel terreno rimanendo in diapausa all interno delle loro celle pupali. DIFESA: solo in caso di forte presenza, intervento con preparati che agiscono per contatto e ingestione (es. piretroidi e altri preparati registrati). G Elateridi* (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. sputator, A. obscurus, ecc.; Col. Elater.). Le larve penetrano nei bulbi, forandoli e favorendo l insediamento di marciumi batterici. Gli attacchi si verificano in autunno e durante i mesi primaverili. In inverno le larve si approfondiscono per sfuggire al freddo, mentre nella tarda primavera scendono in profondità alla ricerca di umidità. DIFESA: per la scarsa incidenza dei danni arrecati non vengono di norma adottati provvedimenti di lotta. Se i terreni sono infestati da larve, al momento della messa a dimora dei bulbilli, distribuire geodisinfestanti microgranulari ammessi sulla coltura. Mosca della cipolla*** (Delia antiqua; Ditt. Antom.). Gli adulti (5-7 mm di lunghez- za, simili ad una mosca domestica) compaiono precocemente (da metà marzo a tutto aprile), sfarfallando dai pupari svernanti nel suolo quando la temperatura del terreno raggiunge i 7-8 °C. Le femmmine depongono le uova al colletto delle piante o alla base delle foglie. Le larve (di forma conica, bianche, lunghe 6-8 mm) completano lo sviluppo in 2-3 settimane per poi impuparsi nel terreno. Nel corso dell anno si susseguono fino a 4 generazioni con larve attive fino agli ultimi giorni di novembre. DIFESA: intervento alla comparsa degli adulti con piretroidi (es. deltametrina). Mosca dell aglio* (Suillia univittata; Ditt. Eleomiz.). Gli adulti sono delle mosche color ruggine, lunghe circa 7-8 mm. Il dittero compie 2 generazioni all anno: la prima in marzo aprile a spese del tartufo bianco (Tuber magnatum); la seconda in settembre-ottobre a spese dell aglio. Le larve (color giallo paglierino, lunghe 7-9 mm) danneggiano il pacchetto fogliare, compromettendo lo sviluppo delle piante. DIFESA: ricorso ad un paio di trattamenti con piretroidi alla comparsa degli adulti del primo volo (fine febbraio-inizio marzo). G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 185 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini