SEZIONE G

G 186 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Mosca minatrice del porro*** (Napomyza gymnostoma; Ditt. Agromiz.). Le larve sca- vano mine discendenti nelle foglie esterne del falso fusto, impedendo il regolare sviluppo delle piante. I danni arrecati, contrariamente a quanto accade per il porro, sono in genere di limitato interesse. ®Porro per le caratteristiche dell insetto, gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Tignola* (Acrolepiopsis assectella; Lepid. Acrolep.). Le larve scavano gallerie nelle fo- glie centrali. ®Cipolla per gli aspetti morfologici e biologici della tignola. DIFESA: per i bassi livelli d infestazione, che di norma si riscontrano sulla coltura, non sono necessari trattamenti. e a n c Eriofide del disseccamento dei bulbi* (Aceria tulipae; Acar. Eriof.). Determina l arric- ciamento delle foglie e il disseccamento della parte distale. Sopravvive sui bulbi per poi attaccare i germogli e le foglie. Trasmette i virus garlic mosaic virus e garlic strain of onion miteborne latent virus . DIFESA: utilizzazione per l impianto di bulbilli non infestati; distruzione delle piante colpite. Acaro dei bulbi** (Rhizoglyphus robini; Acar. Acarid.). Attacca i bulbi immagazzinati, soprattutto in presenza di elevata umidità ambientale, determinando processi degenerativi e la comparsa di marciumi. ®Gladiolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: conservazione dei bulbi in ambienti asciutti. Nematode degli steli e dei bulbi*** (Ditylenchus dipsaci; Tilench. Anguin.). Invade i tessuti fogliari, determinando la comparsa di bollosità e deformazioni fogliari, e penetra nei bulbi causandone uno sviluppo deforme, la spugnosità e la marcescenza dei tessuti. Notevolmente polifago, sopravvive nel terreno, sui residui di piante infette e su piante coltivate e spontanee. DIFESA: ricorso ad ampie rotazioni (quinquennali) con piante poco suscettibili (crucifere, cucurbitacee, composite, solanacee) e realizzazione delle coltivazioni con bulbi non infestati. Peronospora della cipolla* (Peronospora destructor, syn. P. schleidenii; Oomycota). dan- nosa soprattutto per la cipolla, ma può colpire anche l aglio determinando clorosi e necrosi sulle foglie, con conseguente rallentamento dello sviluppo della pianta (®Cipolla). Peronospora del porro* (Phytophthora porri; Oomycota). Colpisce preferibilmente il porro, ma può attaccare anche l aglio, causando la comparsa di macchie decolorate sulle foglie e il disseccamento delle stesse (®Porro). f Alternariosi* (Alternaria porri; Asc.). Può colpire le diverse specie del genere Allium determinando il disseccamento delle foglie (®Porro). Botrite* (Botryotinia spp., Botrytis spp.; Asc.). Interessa tutte le liliacee, e in particolare la cipolla (alla quale si rimanda), a livello sia delle foglie che dei bulbi. Tipico dell aglio è un marciume del bulbo causato da B. porri che interessa anche il collo della pianta. Carbone* (Urocystis cepulae, syn. Tuburcinia cepulae; Bas.). Determina su foglie, fu- sto e radici pustole fuligginose erompenti (®Cipolla). Cladosporiosi* (Cladosporium allii-cepae, syn. Davidiella allii-cepae, Mycosphaerella allii-cepae, Cladosporium allii; Asc.). causata da due specie di cui la prima può colpire diverse liliacee, mentre la seconda solo aglio e porro. I sintomi interessano le foglie, (specialmente in avanzato stadio di sviluppo), su cui compaiono macchie ellittiche G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 186 5/30/18 9:06 AM g p S s a c c D tr d fu E li e e d F d ( ti M p s to b la L e u e M In s r fa s s M r In fo d o n r a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini