Agrifoglio

). sa o ui e i. ni n. aue li cs. bi è di i. a e, lo e nè ti e o- e o e. a è e ali a si i o e A Agrifoglio (Ilex spp.) G 189 poi brune, che possono arrivare ad interessare le tuniche esterne del bulbo che viene qualitativamente molto compromesso. La diffusione del patogeno è favorita da eventi atmosferici, irrigazioni e operazioni colturali che provocano lesioni attraverso le quali esso penetra. Il nematode Ditylenchus dipsaci, come alcuni ditteri e lepidotteri comuni sulla coltura, rappresentano ulteriori mezzi di diffusione. DIFESA: effettuare rotazioni almeno triennali, evitare il ricorso ad acque irrigue provenienti da stagni o canali ed eccessive concimazioni azotate; praticare un adeguata lotta chimica nei confronti dei fitofagi. v Maculatura anulare gialla** (Iris yellow spot virus 5 IYSV, gen. Tospovirus) (®Cipolla). Nanismo giallo e striatura** (Onion yellow dwarf virus 5 OYDV, gen. Potyvirus; Leek yellow stripe virus 5 LYSV, gen. Potyvirus). I due virus, di cui OYDV è particolarmente frequente e diffuso nelle coltivazioni di aglio e cipolla mentre LYSV ricorre raramente in quelle di cipolle e non infetta lo scalogno, hanno caratteristiche epidemiologiche e inducono sintomi uguali, sotto forma di aree giallognole più o meno appariscenti e allungate sulle foglie e sui culmi; le piante infette manifestano forte riduzione di sviluppo e accentuate decurtazioni produttive. I virus, con una gamma di ospiti limitati al genere Allium, si conservano e si trasmettono attraverso i bulbilli usati come semente, mentre in campo sono trasmessi in modo non persistente da afidi. DIFESA: ricorso a semente sana e distanziamento delle colture da consumo da quelle portaseme che costituiscono le sorgenti d infezione per gli afidi vettori. fis Edema dei bulbilli. Colore giallastro dei bulbilli più esterni che assumono consistenza cerosa e vischiosa. provocato da situazioni ambientali sfavorevoli di campo e in postraccolta, quali gli eccessivi tassi di umidità. Germogliazione. Provocata dall immagazzinamento di bulbi non asciutti o umidità delle celle di conservazione superiore al 75%. Altre fisiopatie. Spicchi traslucidi, umidi, ingialliti possono essere provocati da livelli termici elevati o troppo bassi, prima o dopo la raccolta. Bulbi estirpati prima della maturità e lasciati al sole senza alcuna protezione presentano caratteristiche tacche bluastre o verdastre. G Agrifoglio (Ilex spp.) i Ceroplaste giapponese*** (Ceroplastes japonicus; Rinc. Cocc.). Infesta rami e foglie, formando sui primi manicotti di individui. ®Alloro per gli aspetti morfologici e biologici e per la difesa. Ceroplaste cerifero** (Ceroplastes ceriferus; Rinc. Cocc.). Infesta i rami, causando deperimenti e disseccamenti vegetativi. ®Alloro per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Ceroplaste del fico* (Ceroplastes rusci; Rinc. Cocc.). Infesta i rami, causando deperimenti e disseccamenti vegetativi. ®Fico per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Cocciniglia fioccosa* (Pulvinaria floccifera; Rinc. Cocc.). Infesta la pagina inferiore delle foglie. Produce melata che favorisce lo sviluppo della fumaggine. ®Pittosporo per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Cocciniglia bassa degli agrumi* (Coccus hesperidum; Rinc. Cocc.). Infesta la pagina inferiore delle foglie causando deperimenti, ingiallimenti e disseccamenti vegetativi. ®Limone per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 189 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini