4. Isopodi

MIRIAPODI Il sistema muscolare è costituito da cellule mioepiteliali (disposte a epitelio) attaccate all epidermide e raggruppate in quattro campi muscolari longitudinali. Il sistema digerente inizia anteriormente con la bocca, munita in genere di 3-6 labbra più eventuali dentelli, setole e stiletto chitinoso azionato da specifici muscoli. Il sistema circolatorio e respiratorio non sono differenziati per cui i fluidi contenuti nella cavità del corpo, fra visceri e parete, permettono la diffusione delle sostanze nell interno dell organismo, mentre gli scambi gassosi avvengono attraverso la parete esterna. La riproduzione è assicurata dai due sessi, ma esistono specie ermafrodite e non è rara la partenogenesi. I nematodi, ai quali viene attribuito il valore di classe, vengono distinti in due sottoclassi: Secernentea (Phasmidia) e Adenophorea (Aphasmidia). Alla prima sottoclasse afferiscono gli ordini Tylenchida (con le rispettive famiglie Tylenchidae, Heteroderidae, Aphelenchidae e Aphelenchoididae), Rhabditida (comprendente le fam. Rhabditidae e Cephalobidae); alla sottoclasse Adenophorea afferisce l ordine Dorylaimida con le famiglie Diphtherophoridae e Longidoridae. I nematodi fitoparassiti (attualmente sono circa 3.000 le specie conosciute nel mondo) possono essere raggruppati, a seconda della sede di attacco, in nematodi che attaccano gli organi aerei e specie che vivono a carico dell apparato radicale o degli organi interrati; questi ultimi nematodi sono distinti in sedentari e migratori. I nematodi di maggiore interesse agrario sono rappresentati da specie che attaccano steli e bulbi (Ditylenchus dipsaci), oltre che foglie (Aphelenchoides fragariae, Aphelenchoides ritzemabosi, Anguina tritici); fra quelli sedentari che attaccano l apparato radicale sono da includere nematodi a cisti (Heterodera schachtii, Heterodera betae, Globodera pallida, Globodera rostochiensis e nematodi a galle (Meloidogyne spp.); al gruppo dei nematodi mobili o migratori appartengono specie endo-parassite (Pratylenchus spp. Helicotylenchus spp.), semi-endoparassite (Tylenchulus semipenetrans degli agrumi) ed ecto-parassite (generi Xiphinema, Longidorus, Trichodorus, Dolichodorus). I nematodi arrecano danni diretti (malformazioni, marciumi, deperimenti vegetativi e morte delle piante), mentre quelli mobili dei generi Xiphinema, Longidorus e Trichodorus sono temibili soprattutto come vettori di virus che colpiscono le piante erbacee e i fruttiferi. euo - a, o n e o a li ri a ti a s rm. m. a e. n yad p. G 19 G.1 G 4. Isopodi In quest ordine di crostacei terrestri sono comprese specie conosciute come porcellini, comprendenti Porcellio scaber (porcellino di terra od onisco delle cantine), Oniscus ascellus (onisco dei muri) e Armadillum vulgare (onisco dei prati). Essi si dimostrano talora dannosi in quanto danneggiano semi in germinazione, tuberi, radici di carota, ecc. Essi hanno l abitudine, se disturbati, di appallottolarsi. Presentano sessi separati, con maschi nei quali le appendici addominali del secondo, e anche del primo paio, servono da organi copulatori; le femmine sono fornite di un marsupio nel quale conservano le uova fecondate, dalle quali nascono piccoli molto simili agli adulti. G.1 5. Miriapodi Sono Artropodi il cui corpo, di forma cilindrica e alquanto allungata, è diviso solo in capo e tronco. Il capo porta un paio di antenne e l apparato boccale è composto da un paio di mandibole e 1-2 paia di mascelle. Ogni metamero (segmento) del tronco porta 1-2 paia di arti pluriarticolati, a esclusione dell ultimo che ne è privo. G01_1_Fitopatologia.indd 19 15/06/18 09:23

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini