Ailanto

e no e A Albicocco (Prunus armeniaca) Ailanto (Ailanthus glandulosa) i Filosamia* (Samia cynthia; Lepid. Saturn.). L adulto è la più grande farfalla nostrana i Psilla*** (Cacopsylla pulchella; Rinc. Psill.). Attacca la vegetazione fogliare e produce a li nà o à. e ie m; nno o è e ee ioe. o (12-15 cm di apertura alare), con ali giallo-verdastre attraversate trasversalmente da una fascia biancastra e con una lunula biancastra a metà del campo alare, mentre nel terzo prossimale una linea interessante le ali del primo e del secondo paio forma una W molto ampia. Il bruco, lungo a maturità 15 cm di lunghezza, è di colore turchese con punti neri, presenta tubercoli conici azzurri e il capo giallo ocra. Compie 1-2 generazioni all anno con comparsa degli adulti del primo volo a metà maggio. Le larve mature si tessono un robusto bozzolo aderente ad una foglia e legato ai rami con un robusto cordone sericeo. Lo svernamento avviene allo strato di crisalide. DIFESA: eventuale intervento con formulazioni commerciali di Bacillus thuringiensis var. kurstaki. Albero di Giuda (Cercis siliquastrum) ). o ne eni aoo, oe G 191 abbondante melata che consente lo sviluppo della fumaggine. Specie monofaga, sverna con adulti riparati sulla pianta o nell ambiente circostante. Le infestazioni più intense si verificano nella tarda primavera. DIFESA: intervento con abamectina, olio estivo, piretro naturale, saponi potassici dilavanti la melata. Cocciniglia mezzo grano di pepe* (Saissetia oleae; Rinc. Cocc.). Infesta i rami causan- G do i deperimenti vegetativi. ®Olivo per aspetti morfologici e biologici. DIFESA: non giustificata. Ifantria* (Hyphantria cunea; Lepid. Arct.). Le larve scheletrizzano la vegetazione, ma i danni arrecati sono in genere di scarso interresse. ®Gelso per i caratteri distintivi, la biologia e la difesa. f Maculature fogliari* b Tumore batterico* (Agrobacterium tumefaciens; Gracilicutes) (®Acero). v Mosaico* (Alfalfa mosaic virus 5 AMV, gen. Alfamovirus). Si manifesta sulle foglie con (Guignardia sp., Phyllosticta siliquastri; Mycosphaerella sp., Sphaerulina cercidis; Asc.). Causano maculature necrotiche fogliari piccole e a contorno non definito tipicamente nel corso di estati umide e piovose. Si può notare la presenza di un alone clorotico e, col tempo, le tacche tendono a confluire provocando, talvolta, filloptosi anticipata. DIFESA: esclusivamente nei vivai e in caso di forti infezioni si può ricorrere ad interventi diretti con fungicidi tra i quali i prodotti rameici. Altri patogeni fungini che possono interessare la pianta sono rappresentati da cancri rameali (Botryosphaeria ribis; Asc.), Marciumi radicali (Armillaria mellea ; Bas.), Carie del legno (Coriolus sp., Polyporus sp., Ganoderma sp.; Bas.) e degli organi legnosi (Nectria cinnabarina; Asc.). macchie di colore giallo vivo di forma e ampiezza varie, distribuite in modo irregolare sulla lamina. DIFESA: non praticabile. Albicocco (Prunus armeniaca) Nuovo afide dell albicocco** (Myzus mumecola; Rinc. Afid.). Trattasi di una specie rinvenuta nell estate 2016 in Emilia-Romagna, non segnalata prima in Italia e in Europa. Le forme attere sono di colore verde pallido con striature trasversali e longitudinali G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 191 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini