SEZIONE G

e. el e. lA: e di a e e ) ni e, e e i. eo o, e rd, nn o n al a e e e ae, e e eeo o i- A Albicocco (Prunus armeniaca) G 193 Anarsia*** (Anarsia lineatella; Lepid. Gelech.). Gli adulti (13-16 mm di apertura ala- re) hanno ali anteriori grigie interessate da macchie lineari sparse di colore castano. Le larve, lunghe a maturità 12-15 mm, sono di colore bruno con spazi intersegmentali chiari. L insetto sverna come larva della seconda età in diapausa riparata entro un ibernacolo costituito da un ricovero tubolare sericeo, inglobante granuli di rosura, ricavato in una gemma o localizzato alla biforcazione dei rami. La larva svernante riprende l attività all inizio della primavera danneggiando i bottoni fiorali, minando la base delle rosette fogliari e scavando una galleria discendente all apice dei germogli. Raggiunta la maturità si incrisalida sulla pianta, fra le foglie dei germogli danneggiati. Gli adulti depongono le uova in piccoli gruppi alla base del picciolo fogliare, lungo la nervatura mediana delle foglie o in prossimità delle giovani gemme dei rametti non lignificati. Annualmente compie 3 generazioni. DIFESA: ricorso alle tecniche della distrazione e della confusione sessuale; interventi alla nascita delle larve con etofenprox, indoxacarb, thiacloprid, spinosad, chlorantraniliprole, emamectina-benzoato, ecc., Bacillus thuringiensis var. kurstaki e Bacillus thuringiensis var. aizawai. Bombice antico* (Orgyia antiqua; Lepid. Limantr.). Le larve divorano le foglie, ma le loro infestazioni sono occasionali. Il lepidottero è caratterizzato da femmine attere e da maschi ottimi volatori, con apertura alare di 30-40 mm e con ali anteriori di colore ocraceo-rossastro portanti una macchia semilunare bianca posta in prossimità dell angolo inferiore. La larva (lunga 30-35 mm) porta due pennelli di setole nere poste ai lati del protorace e diretti in avanti, nonché due coppie di ciuffi caudali diretti all indietro e 4 pennelli di peli eretti sul dorso, dei quali due anteriori giallo-bruni e gli altri bianchi. Lo svernamento avviene con uova deposte in ovature aderenti ad una foglia secca legata ad un rametto con fili sericei. Nel corso della stagione vegetativa si susseguono 4 generazioni. DIFESA: intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kurstaki o B.th. var. aizawai. G Bombice dispari* (Lymantria dispar ; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosioni fo- gliari e i loro attacchi interessano, occasionalmente, gli albicocchi di collina. ®Quercia per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki o B.th. var. aizawai alla nascita delle larve. Bombice gallonato* (Malacosoma neustria; Lepid. Lasioc.). Le larve compiono erosio- ni fogliari. ®Mandorlo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki o B.th. var. aizawai alla nascita delle larve. Cacecia dei fruttiferi* (Archips podanus; Lepid. Tortr.). Le larve danneggiano la ve- getazione posta all apice dei germogli e compiono erosioni sui frutti. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kurstaki, B.th. var. aizawai, indoxacarb. Cacecia dei germogli* (Archips rosanus; Lepid. Tortr.). Le larve danneggiano la ve- getazione posta all apice dei germogli e compiono erosioni sui frutti. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: ®Archips podanus su albicocco. Capnodio*** (Capnodis tenebrionis; Col. Bupr.). Le larve (6-7 cm di lunghezza, con il capo appiattito e molto allargato) scavano gallerie sottocorticali nelle grosse radici e nella parte interrata del colletto, causando deperimenti e la morte delle piante. Gli adulti G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 193 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini