SEZIONE G

G 194 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE (lunghi 15-28 mm, di colore nero opaco) compiono erosioni sul picciolo fogliare, troncandolo e causando defogliazioni, e compiono pure erosioni sui dardi e sui brindilli. Le femmine depongono le uova nelle anfrattuosità corticali della parte interrata del fusto e delle grosse radici o nel terreno vicino al colletto. Le larve completano lo sviluppo in 1-2 anni per poi compiere la metamorfosi entro una cella ricavata all estremità delle loro gallerie. Gli attacchi interessano le piante ubicate su terreni compatti e sofferenti per la siccità. DIFESA: distruzione delle piante fortemente deperite ed infestate, asportando anche le ceppaie; ricorso all irrigazione a goccia per creare umidità intorno al colletto e devitalizzare le uova eventualmente deposte; impiego di nematodi entomopatogeni da distribuire in autunno nel terreno. Capua** (Adoxophyes orana; Lepid. Tortr.). Le larve compiono erosioni sulle foglie, dopo aver unito con fili sericei porzioni del lembo. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: interventi come per Archips podana su albicocco. Cecidomia dei fiori*** (Contarinia pruniflorum; Ditt. Cecid.). Il dittero, un piccolo moscerino, compare quando l involucro della corolla del bottone fiorale si è liberato per appena 1/3 dal calice. Gli accoppiamenti avvengono il giorno stesso della comparsa o il giorno dopo e le femmine depongono gruppetti di uova entro i bottoni fiorali, sotto i petali ancora chiusi. Le larve nascono nel giro di qualche giorno, impedendo l apertura dei fiori e il successivo annerimento. I danni possono interessare anche oltre il 50% dei fiori. Il dittero compie una sola generazione all anno e sverna nel terreno allo stato di pupa protetta entro un bozzoletto. DIFESA: intervento in occasione del volo degli adulti, appena l involucro della corolla si libera per appena 1/3 dal calice, impiegando piretro. Cerambicide dal collo rosso** (Aromia bungii; Col. Ceramb.). ®Pesco per i caratteri distintivi, gli aspetti biologici, i danni e i provvedimenti di difesa. Cheimatobia o falena brumale*** (Operophthera brumata ; Lepid. Geom.). Le larve compiono erosioni a carico delle foglie poste all apice dei germogli e sulla parte eterna dei giovani frutti. Gli adulti presentano un notevole dimorfismo sessuale: i maschi hanno ali normalmente sviluppate, di color castano chiaro, e sono ottimi volatori; le femmine presentano invece mozziconi di ali per cui non volano. Le larve sono verdi con una linea dorsale più scura affiancata da altre più chiare, lunghe a maturità circa 20-30 mm. Il lepidottero compie una sola generazione all anno con comparsa degli adulti alla fine di dicembre o all inizio di gennaio. Le femmine, brachittere, si arrampicano lungo il tronco e i rami. Raggiunte dai maschi, vengono fecondate e depongono uova che si schiudono alla ripresa vegetativa delle piante. Le larve, attive durante la primavera, compiono ampie erosioni sulle foglie poste all apice dei germogli, più raramente sui frutti, e a maturità si imbozzolano nel terreno. DIFESA: intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kustaki, B.th. var. aizawai, indoxacarb, ecc. Cocciniglia barchetta del corniolo** (Parthenolecanium corni; Rinc. Cocc.). Infesta i rami e la pagina inferiore delle foglie. La femmina è rosso mattone, coriacea, di forma ovale e gibbosa le cui dimensioni sono pari a 4-5 3 3-4 mm. Compie 2 generazioni all anno (prevalentemente partenogenetiche), con nascite nella seconda metà di giugno e a metà agosto, mentre l inverno viene trascorso con neanidi della seconda età aderenti ai rami. DIFESA: intervento a fine inverno con olio bianco. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 194 5/30/18 9:06 AM C i o s e in C c m p d C r n E p p B F v fr d in li If c m g v tr M r fu v e M p v g D r r d

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini