SEZIONE G

G 196 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Moscerino asiatico della frutta*** (Drosophila suzukii; Ditt. Drosof.). Gli adulti sono di piccole dimensioni (2,3 mm). I maschi sono distinguibili dalle femmine per la presenza di una macchia scura sulla parte distale delle ali. Gli adulti vivono mediamente 3-4 settimane. Le femmine depongono mediamente 200-350 uova, al ritmo di 7-16 al giorno, inserendole con la terebra seghettata nei frutti. Delle suddette sono visibili due filamenti respiratori che emergono dai punto di ovodeposizione. Le larve (bianche, lunghe 3-4 mm) completano lo sviluppo in 5-7 giorni, attraversando tre stadi, per poi trasformarsi in pupe, dalle quali si hanno i nuovi adulti dopo 4-15 giorni. In un anno si susseguono numerose generazioni che interessano i frutti di diverse piante coltivate (ciliegi, pesco, susino, lampone, more, mirtillo, ribes, fico, vite, ecc.) e di piante spontanee. Lo svernamento avviene da parte dei pupari e di adulti il cui volo inizia già a 10 °C. In seguito alle ovodeposizioni e all attività larvale, i frutti vanno incontro a processi di marcescenza. DIFESA: monitoraggio con bottiglie-trappola innescate con aceto di mela 1 vino rosso 1 zucchero di canna o impiego di trappole commerciali innescate con attrattivo specifico; con catture di adulti in prossimità della maturazione, sfruttare l attività di preparati (es. etofenprox, piretro), utilizzati contro gli altri insetti presenti contemporaneamente. Recurvaria*** (Recurvaria nanella; Lepid. Gelech.). Le larve (color carne con capo, pronoto e placca anale neri, lunghe 8-10 mm) compiono erosioni a carico delle foglie poste all apice dei germogli, legandole con fili sericei e impedendone il dispiegamento. Erosioni lineari vengono compiute anche sulla parte esterna dei frutticini L insetto compie una sola generazione all anno con adulti in giugno-luglio. Le larve neonate scavano mine fogliari di forma ramificata per poi abbandonarle in autunno e costruirsi un ricovero sericeo aderente alla corteccia dei rami, entro il quale trascorrono l inverno in diapausa per poi completare lo sviluppo nella successiva primavera. DIFESA: intervento alla sfioritura con indoxacarb, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e B. thuringiensis var. aizawai. Rodilegno rosso** (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con capo e due macchie protoraciche neri, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, nel fusto, gallerie dal cui foro di uscita fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per i caratteri morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. Scolitide dei fruttiferi** (Scolytus rugulosus; Col. Scol.). Attacca le piante deperite, nei cui rami le larve scavano sottili gallerie sottocorticali che intaccano il cilindro legnoso. Compie 2 generazioni all anno, con sciamatura degli adulti in maggio-giugno e in agosto-settembre, mentre l inverno viene trascorso allo stato larvale. DIFESA: mantenimento delle piante in buone condizioni vegetative al fine di evitare situazioni di stress favorevoli agli attacchi dello scolitide ed eliminazione dei rami deperiti e quelli che albergano le covate dell insetto. Tignola orientale** (Cydia molesta; Lepid. Tortr.). Le larve minano l estremità dei germogli e penetrano nei frutti per compiere erosioni nella polpa intorno al nocciolo. ®Pesco per i caratteri morfologici e la biologia. DIFESA: intervento con larvicidi (phosmet, indoxacarb, etofenprox, spinosad, thiacloprid, chlorantraniliprole, emamectinabenzoato, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e B.th. aizawai) alla nascita delle larve. f Cercosporiosi* (tel. Mycosphaerella cerasella, an. Cercospora circumscissa 5 C. cerasella; Asc.). Colpisce soprattutto le foglie, provocando macchioline brunopallide a contorno ben definito alle quali segue il distacco dei tessuti necrosati e la G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 196 5/30/18 9:06 AM b q C d p b è d M c o a e v s p r n s p M B ta ( p p M s v c ( M C t la a c M n ( d m le ( ti

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini