SEZIONE G

di a inti 4 si oi, e. C. si di e e ti oe oe e ir a n o, r ei on is e ro. oa- 5 oa A Albicocco (Prunus armeniaca) G 197 bucherellatura del lembo. DIFESA: generalmente non richiede una difesa specifica in quanto è contenuta dai trattamenti eseguiti contro le altre malattie. Corineo* (Stigmina carpophila, syn. Coryneum beijerinckii; Asc.). Può colpire tutte le drupacee e in particolare pesco, albicocco, ciliegio, mandorlo. Sulle foglie determina piccole macchioline rossastre, seguite da bucherellature del lembo; sui frutti, aspetto butterato e sui rami, tacche necrotiche e cancri di vario aspetto (®Pesco). DIFESA: è basata su due interventi da eseguirsi rispettivamente in autunno (in corrispondenza della caduta delle foglie) e a fine inverno con prodotti rameici o thiram. Maculatura rossa** (Apiognomonia erythrostoma; Asc.). Malattia già nota in Italia sul ciliegio, recentemente si è manifestata in Emilia-Romagna anche sull albicocco su cui, oltre alle foglie, colpisce anche i frutti. I sintomi sono rappresentati inizialmente da aree fogliari clorotiche che in seguito necrotizzano e possono causare il disseccamento e la caduta anticipata delle foglie; sui frutti compaiono aree rossastre, che progressivamente necrotizzano e si screpolano. Il patogeno è in grado di attaccare la pianta solo durante le fasi iniziali dello sviluppo vegetativo attraverso le ascospore liberate in presenza di piogge dai periteci formatisi nelle foglie cadute a terra, mentre di nessuna rilevanza pratica sono le infezioni secondarie provocate dalla forma agamica. DIFESA: nelle situazioni di rischio infettivo (presenza di inoculo e andamento climatico piovoso) possono essere applicati prodotti triazolici (es. fenbuconazole) nel periodo compreso fra la scamiciatura e l ingrossamento dei frutti. Mal del piombo parassitario* (Chondrostereum purpureum, syn. Stereum purpureum; Bas.). Il sintomo caratteristico di questa malattia è rappresentato dalla colorazione metallica delle foglie e dal loro accartocciamento a doccia (®Pesco). Su alcune varietà (es. Farbaly, Farhial, Kioto, Perla, Silvercot, Honeycot, Luna, Faralia, Farclò), i frutti presentano la superficie a buccia d arancia . DIFESA: come sul pesco la difesa è basata pressoché esclusivamente sulla prevenzione. Marciume radicale fibroso* (Armillaria mellea; Bas.). Malattia che colpisce numerose specie arboree ed arbustive che manifestano uno stato di sofferenza generale, con vegetazione stentata e appassimento delle foglie fino alla morte della pianta. I sintomi caratteristici interessano le radici e la parte basale del tronco, sotto la cui corteccia (scura e depressa) si sviluppano feltri miceliali di colore biancastro o cremeo (®Melo). Marciume radicale lanoso* (Rosellinia necatrix, syn. Dematophora necatrix; Asc.). Colpisce numerose specie arboree ed erbacee e determina il progressivo deperimento della pianta fino alla morte. I sintomi tipici interessano le radici che presentano la corteccia parzialmente sfaldata, imbrunimenti dei tessuti legnosi e alla superficie ammassi miceliali biancastri (®Melo). Presenta molte analogie con il marciume radicale fibroso. Moniliosi*** (tel. Monilinia laxa, Monilinia fructicola e Monilinia fructigena, an. Monilia laxa, Monilia fructicola e Monilia fructigena; Asc.). Indicata anche con altri nomi (es. marciume bruno, muffa a circoli) può colpire numerosi fruttiferi ed in particolare le drupacee, attaccando tutti gli organi epigei. L albicocco è particolarmente sensibile alla malattia durante lo stadio della fioritura. I fiori disseccano e rimangono attaccati al ramo, le foglie e i giovani germogli manifestano chiazze di marciume di colore bruno; sui rami (che in genere vengono infettati attraverso i fiori) compaiono tacche necrotiche evolventisi poi in cancri che producono abbondante gomma, causando spesso il disseccamento G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 197 G 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini